I più grandi cattivi della storia dei videogiochi - Terza parte

I più grandi cattivi della storia dei videogiochi - Terza parte

Terza e ultima parte nel nostro percorso tra i più grandi cattivi della storia dei videogiochi. Ribadiamo che si tratta di una classifica estremamente personale, senza alcuna presunzione di oggettività.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Dalla posizione 5 alla 2

5. PSYCHO MANTIS
Il personaggio più tragico e disturbante di tutta la saga di Metal Gear Solid.

Nasce in un piccolo villaggio dell’Urss e sua madre perde la vita dandolo alla luce. Ciò provoca odio in suo padre. Il piccolo Mantis scopre di avere potenti poteri psichici, quando – per caso – legge nella mente del genitore tutto il risentimento. Temendo un’improvvisa vendetta del padre, Mantis non riesce più a controllare i propri poteri telecinetici e distrugge il villaggio, uccidendone tutti gli abitanti. Le sue doti non passano inosservate e Mantis entra nel KGB. Dopo il crollo dell’Urss, entra nell’FBI, dove viene usato per leggere la mente dei più pericolosi criminali.

Il continuo intrufolarsi in menti malate, però, non lascia indenne Mantis che, visibilmente disturbato - anche per via dell’infanzia traumatica -, abbandona l’FBI.

A questo punto, diviene un incursore mentale freelance e, nel 2005, entra nel gruppo terroristico Foxhound. Mantis comincia anche a indossare una maschera anti-gas, utile per nascondere il volto deforme, ma anche per impedire agli altrui pensieri di entragli liberamente in testa.

Un background ‘forte’, ma comunque non ‘eccezionale’ se paragonato a quello di altri personaggi di MGS. Quello che impone Mantis nella memoria di ciascuno, è la dinamica dello scontro con lui.

Per prima cosa, Mantis si impossessa della mente di Meryl – la soldatessa che coopera con Snake nella base di Shadow Moses – e le fa compiere delle avances molto spinte nei confronti del protagonista. Respinta dallo stupefatto Snake, Meryl proverà a sparare all’eroe, che la stordirà.

A questo punto, Mantis si paleserà e avrà inizio uno dei combattimenti più memorabili della storia dei videogiochi. Mantis giocherà letteralmente con l’utente, usando tutti gli strumenti a sua disposizione e sfruttando una, comunque non alienante, sospensione dell’incredulità.

Per prima cosa, Mantis ci farà poggiare il pad a terra. E lo scuoterà veementemente, con l’utilizzo della vibrazione. Poi ci sembrerà di aver inavvertitamente cambiato canale, visto che lo schermo diverrà nero, con “HIDEO” scritto in verde, in un angolo. In seguito, ci verrà ‘letta la mente’: Mantis, infatti, commenterà la nostra memory card, definendo con precisione la nostra condotta in MGS e parlando dei salvataggi degli alti giochi presenti sulla scheda di memoria. Ma non è finita: Mantis ci colpirà con gli oggetti presenti in sala – grazie ai suoi poteri telecinetici – e prenderà il controllo di Snake, impedendoci di fare fuoco. In più creerà allucinazioni, apparendo nelle vesti di Master Miller.

Per fargli smettere i suoi ‘trucchi’ dovremo aggirarlo, spostando il pad nella seconda porta. Così da divenire mentalmente insondabili per il russo.

Sfida unica.

4. ALBERT WESKER
Traditore. Questo è Albert Wesker. Potremmo dire IL Traditore per antonomasia. Nel primo, indimenticabile, Resident Evil, il biondo poliziotto speciale è formalmente il leader della STARS, che guida a far luce sugli strani eventi di Raccoon City. Ma ben presto rivela quello che in realtà si cela dietro i suoi occhiali da sole: doppiogiochismo e arrivismo.

Wesker, infatti, risulta essere al soldo della multinazionale Umbrella e il suo compito è quello di far fallire la missione della STARS, impedendo così ogni fuga di informazioni e raccogliendo preziosi dati sulle abilità di combattimento delle creature sfornate dai laboratori di Raccoon. Nonostante i rischi enormi per il mondo intero rappresentati dalle armi biologiche sviluppate dall’Umbrella. Sconfitto solo in apparenza, Wesker tornerà in RE Code Veronica. E sarà mutato in qualcosa di mostruosamente sovraumano, grazie all’iniezione di un virus sperimentale.

Progressivamente, l’infamia di Wesker crescerà: resosi conto del tracollo di Umbrella, l’ex leader della Stars, non esiterà a portare avanti un proprio ‘piano’ per la conquista del potere, arrivando anche – in RE 5 – ad allearsi con la Tricell Pharmaceutical Company e minacciando di infettare l’intera atmosfera terrestre con il virus Uroboros.

Costantemente frustrato nei suoi piani, per opera di quelli che un tempo erano i suoi sottoposti della STARS, Wesker abbandonerà ogni legame con l’umanità, e si scoprirà addirittura che egli è stato creato in laboratorio, durante un progetto alla ricerca del soldato perfetto. Al termine di RE 5, Wesker troverà la morte in un vulcano.

La sola presenza di Albert Wesker è sinonimo di guai e tradimento: fin dai primi minuti dell’originale RE – quando guida la STARS con ordini suicidi –, per arrivare alla conclusione di RE 5, quando – per un soffio – non riesce a far estinguere il genere umano. Per sete di potere, sacrifica tutto e tradisce tutto: dai commilitoni, ai suoi superiori, per arrivare addirittura a compromettere la propria natura umana.

E, come Dante insegna, non c’è peccato peggiore del tradimento.

Giuda.

3. BOWSER
Il Re dei Koopa è, da quasi 30 anni, in lotta contro il Regno dei Funghi e Mario, il suo improbabile paladino. La gigantesca tartaruga con il guscio chiodato è affascinato dalla Principessa Peach, oltre che dal potere. Per questo, non appena può, la rapisce e la nasconde, nei modi più cervellotici possibili. Fatto questo, scatena le proprie armate, invadendo regolarmente il reame dei funghi.

Anche se non conosciamo nessuna sua avventura romantica, abbiamo constatato che il Re Koopa ha figliato sette - anzi otto – volte. La malvagia dinastia si palesa in Super Mario Bros 3 e viene esaltata con l’arrivo di Bowser Jr, in SM Sunshine. Come dire: Peach e Mario non staranno mai tranquilli.

Citando ma non approfondendo le notevoli performance sportive di Bowser (godibilmente personaggio giocabile, nei vari titoli a tema di Nintendo), desideriamo ricordare il cattivo più sconfitto della storia, nella sua più indimenticata apparizione: quella di Super Mario Bros, dove, in otto castelli differenti, finiva immancabilmente per non avere più terra (o meglio, ponte) sotto i piedi, facendo un tuffo nella lava. Never ending story!

Sorry Mario, but our Princess is in another castle!

2. IL KILLER DELL’ORIGAMI
Heavy Rain è uno dei giochi più innovativi e riusciti dell’ultima stagione.

Al di là degli indubbi meriti tecnici, della sottile trama, dei personaggi profondi, della particolare giocabilità del titolo di Quantic Dream, quello che deve colpire in HR è la possibilità di far morire definitivamente alcuni dei protagonisti. Senza che il gioco finisca, senza game over. E non per inevitabili eventi precalcolati, ma per nostri errori. Questo, ve lo garantisco, carica ogni minuto di gioco di tensione estrema. In questo contesto assolutamente adrenalinico, si muove lo spietato e genialmente misterioso Killer dell’origami.

Distrutto da una tragedia avvenuta nella sua infanzia, il Killer rapisce dei bambini e li imprigiona in una buca, lasciando che l’acqua piovana li vada ad affogare. Nel frattempo, mette alla prova i padri delle piccole vittime, obbligandoli a sfide immonde. Il tutto con la promessa di liberare il loro figlio, ma anche con il preciso intento di farli fallire. Per dimostrare e dimostrarsi di non essere stato l’unico bambino con un padre crudele e incapace.

Il tema è maturo. La crudeltà indicibile. La violenza gratuita. Il mistero insondabile. L’ansia costante. La tristezza infinita.

Senza redenzione.

 
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