I leggendari guardiani di Ga'Hoole volano in un videogioco

I leggendari guardiani di Ga'Hoole volano in un videogioco

Il Natale è ormai alle porte e Gamemag propone la recensione di un gioco che sarà amato soprattutto dai più piccoli. Tratto dall'omonimo film uscito in Italia il 29 ottobre.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Il combattimento

Volare non è tutto nel mondo dei gufotti di Ga’hoole. Shard e una serie di suoi amici, che nel gioco avranno il ruolo di veri e propri “wingmen”, dovranno vedersela contro i Pure ones e i loro scagnozzi (pipistrelli in particolare). Il sistema di combattimento è semplicissimo ed è il punto dove il gioco ricorda più da vicino i citati space-sim: sullo schermo è presente un radar che indica comodamente la posizione e l’altitudine relativa degli avversari, permettendo al giocatore di manovrare Shard su rotte di intercettazione.

Ma come si combatte? E’ semplice, e c’è addirittura un sistema di combo. Una volta che il nemico è dritto a prua e ad un raggio adeguato, sarà possibile premere il tasto d’attacco per tirare un’artigliata; premendo nuovamente il tasto si possono concatenare nuovi colpi per aumentare i danni. Completando missioni, sconfiggendo nemici e così via è possibile sbloccare “mosse” aggiuntive per il nostro Gufotto, che potrà ad esempio agganciare i pennuti nemici e poi scagliarli al suolo o in mare.

Oltre all’esperienza, Shard potrà accumulare anche soldi per equipaggiarsi con vari tipi di armatura e artigli, che andranno a incidere in vario modo sulle sue statistiche: ad esempio rendendolo più forte ma più lento, o al contrario più aerodinamico e quindi più veloce ma a discapito della sua resistenza o dei danni inferti. Tutta una serie di piccole aggiunte che mostrano cura e interesse da parte degli sviluppatori nel consegnare un prodotto il più possibile in linea con le caratteristiche dei giochi moderni, uno sforzo che a prescindere dall’interesse verso il gioco non può che essere applaudito. Nonostante queste caratteristiche, tuttavia, bisogna tenere presente che La Leggenda dei Guardiani è un gioco molto ripetitivo.

Le missioni consistono quasi interamente negli scontri con varie ondate di nemici, intervallate da momenti in cui è necessario, ad esempio, inseguire un altro uccello cercando di non restare indietro scontrandosi con gli ostacoli, oppure momenti in cui bisogna usare braci comodamente poste nei paraggi per dar fuoco a nidi o altre strutture nemiche. Non è praticamente presente un vero e proprio livello di sfida, almeno non per i giocatori più esperti: perdere i combattimenti aerei è molto difficile, dato che basta sostanzialmente inquadrare il nemico e premere un tasto (ripetutamente), e l’unico vero ostacolo al proseguimento del gioco può essere causato dalla noia di ripetere sempre le stesse azioni.

Per giocatori in tenera età, però, la storia, la particolarità del gioco e la cura nelle ambientazioni possono rappresentare un fascino notevole. Peccato solo che anche con molta calma il gioco dei Gufotti non richiede più di quattro ore al massimo per essere terminato, e una volta finita la storia principale le sfide e le altre aggiunte rappresentano un’attrazione molto scarna per spingere a riprendere in mano il titolo.

 
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