Ken's Rage: Kenshiro anche nei videogiochi

Ken's Rage: Kenshiro anche nei videogiochi

Koei e Omega Force portano la celebre epopea di Kenshiro anche nel mondo dei videogiochi.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Hokuto No Ken. E’ inutile anche solo soffermarsi a spiegare quale storia si nasconda dietro questo nome: siamo stati tutti bambini. Ed è inutile anche cercare di spiegare quanto i bambini di tanti anni fa abbiano a lungo sognato un videogioco il più possibile fedele, specialmente nelle meccaniche, all’azione sfrenata e brutale della celeberrima saga vista tante volte in televisione (o letta sui manga).

Poco più utile è forse ricordare quante volte nel corso degli anni questo desiderio sia stato fomentato e poi infranto da una serie di prodotti mediocri, poco capaci di mettere sullo schermo il mondo di combattimenti assolutamente incredibili di Kenshiro. Annunciando tempo fa Fist of the North Star: Ken’s Rage, quindi, la Koei e la sua compagnia di sviluppo Omega Force sono andate a toccare un tasto dolente per molti videogiocatori, a suscitare nuovamente speranze ormai sepolte.

Speranze rese ancora più vivide dopo un teaser trailer circolato meno di un anno fa, pochissime sequenze in cui si vedeva parte di quella che poi è l’intro del gioco completo, con Julia che si lancia nel vuoto e le sue lacrime che per un istante, sullo sfondo di poche malinconiche note di pianoforte, vanno a formare la costellazione dell’Orsa Maggiore. Sembrava troppo bello per essere vero: anziché un generico e banale trailer incentrato sui combattimenti e sulla violenza, la Koei sembrava voler strizzare l’occhio ai fan più affezionati della serie e dire: “Sappiamo quello che stiamo facendo. Sappiamo come fare un gioco basato su Fist of the North Star. Non sarà un banale beat’em up senz’anima”. Troppo bello per essere vero. Infatti non era vero.

Ken’s Rage è purtroppo un’altra occasione mancata nell’universo delle trasposizioni videoludiche delle avventure del successore di Hokuto. La Koei ha in parte mantenuto fede all’aspirazione di ricreare il mondo dell’anime e del manga consegnando un prodotto che ripropone con fedeltà estrema l’ambientazione e i personaggi della saga, ma è inciampata in modo netto e indiscutibile su praticamente tutti gli aspetti di gioco, confezionando un titolo afflitto da una grafica datata e poco curata, con un gameplay estremamente ripetitivo e goffo, pieno di difetti grossolani come l’intelligenza artificiale dei nemici sostanzialmente assente e i boss fight frustranti e ben poco divertenti da affrontare, mostrando definitivamente una totale incapacità nel discostarsi dall’ormai decennale modello della serie “Warriors” (Dynasty e Samurai). Insomma sarebbe facile stroncare in due parole Ken’s Rage e sconsigliarlo.

Eppure. Eppure bisogna ammettere che con tutte le sue evidentissime pecche, Ken’s Rage è un gioco che in qualche modo si lascia giocare. Sarà l’atmosfera comunque affascinante e ben ricreata del suo immaginario. Sarà il piacere di ripercorrere passo passo la storia di Kenshiro e dei suoi alleati. Sarà la grandissima longevità che il gioco offre. Insomma, per qualche ragione che cercheremo di spiegare, il Ken della Koei non è un gioco completamente da buttar via.

 
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