Ken's Rage: Kenshiro anche nei videogiochi

Ken's Rage: Kenshiro anche nei videogiochi

Koei e Omega Force portano la celebre epopea di Kenshiro anche nel mondo dei videogiochi.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Comparto tecnico

Graficamente Ken’s Rage si mostra adeguato solo nella caratterizzazione dei personaggi principali della storia. Le ambientazioni sono incredibilmente ripetitive e povere di dettagli, i nemici comuni che affronteremo sembrano un’orda costante di cloni privi anche della minima differenza l’uno dall’altro (sarebbe bastato cambiare un po’ più spesso il taglio dei capelli, gli abiti, i colori e così via).

Persino le abilità speciali, duole ammetterlo, non sono poi così entusiasmanti da vedere, e anche l’effetto classico dei corpi che esplodono, uno dei trademark di Fist of the North Star, poteva essere riprodotto meglio.

Si aggiunga il dettaglio che ogni volta, ogni singola volta che si usa un’abilità speciale, non importa che sia contro un boss o contro un nemico comune, parte una breve scenetta per mostrarne l’effetto, interrompendo costantemente l’azione di gioco. Per quanto riguarda le animazioni possiamo limitarci a dire che sono senza infamia e senza lode, ma risentono della pesantezza generale del sistema di combattimento, per cui è davvero difficile rimanere a bocca aperta di fronte a evoluzioni acrobatiche nel corso degli scontri.

Contando poi che i nemici non fanno molto più che muoversi attorno al protagonista tirando qualche colpo ogni tanto, c’è poco materiale su cui esprimere giudizi. Un aspetto che invece si può certamente inserire tra i ‘pro’ è che nonostante la grande mole di personaggi su schermo il gioco risulta fluido a livello di frame per secondo, e non scatta mai.

Sul fronte sonoro Ken’s Rage, invece, non brilla davvero, con tracce molto brevi e in loop costante: è uno dei pochi giochi dove, nei primi livelli, mi sono sentito costretto a eliminare l’audio per non impazzire. Peccato perché la scelta delle tracce non è malvagia, ma un po’ di impegno in più nel variare e nell’evitare la sensazione di loop avrebbe decisamente aiutato. Un piccolo dettaglio che può invece interessare ai fan più hardcore: è possibile impostare il parlato in lingua giapponese.

 
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