Assassin's Creed: la fratellanza degli assassini dà il massimo

Assassin's Creed: la fratellanza degli assassini dà il massimo

Ubisoft Montreal, infatti, riesce a proseguire la narrazione dell’interessantissima storia di AC, ci riporta in un universo di gioco fascinosissimo e supporta il tutto con una giocabilità finalmente varia e divertente. Provato su XBox 360.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
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Ezio a spasso per Roma

La capitale dello Stato della Chiesa è un’enorme arena di gioco, grande quasi il triplo della Firenze vista nel secondo capitolo della saga. Ed è piena di cose da fare. Molte di esse, per la prima volta, sono davvero gratificanti.

Anzitutto avremo le missioni principali della story-line. Si tratta di azioni che non si discostano poi molto dal canone proposto dalla saga di AC. Solo che questa volta quasi tutto suona decisamente più convincente. Merito di sessioni più brevi e intense, contraddistinte da qualche iniezione di verve anche nel combattimento. La lotta all’arma bianca, in ACB, resta comunque ancorata al sistema di killing istantanea a seguito di parata, però sono state aggiunte almeno due novità in grado di alzare ritmo e aggressività: la prima è la possibilità di dare un calcio all’avversario, sfondandone la guardia e potendo così colpirlo senza attendere di scansare un suo affondo. La seconda, ancora più rilevante, è l’opportunità di effettuare esecuzioni in serie: dopo aver ucciso un nemico, infatti, selezionando un ulteriore avversario ed effettuando l’attacco col giusto tempismo, si eseguirà un’altra esecuzione. Potenzialmente potremo proseguire con una killstreak infinita.

Variazioni sul tema, a livello di gameplay, sono le sessioni nei covi dei seguaci di Romolo (una setta segreta che, nei luoghi più cupi e spettacolari della Città Santa venera il fondatore di Roma come un dio): in questi casi, a caccia del tesoro della congregazione, ci muoveremo nei setting più suggestivi di ACB e vivremo sessioni di puzzle e platform. Esattamente la stessa cosa che avveniva in AC2, quando ci si metteva in cerca delle cripte degli Assassini. La differenza? I covi dei Seguaci di Romolo sono molto meglio studiati dei percorsi connessi alle cripte degli Assassini di AC2. L’esperienza di gioco, così, risulta maggiormente fluida e divertente.

A un certo punto della storia, poi, incontreremo un celebre vecchio amico, che ci aiuterà a potenziare il nostro arsenale. Purtroppo però, il genio in questione è costretto a lavorare anche all’armamento delle truppe di Cesare Borgia. Per questo ci fornirà delle indicazioni su come distruggere le proprie invenzioni in mano ai papali. Si tratta di un’altra ventata di aria fresca. Per la prima volta nella saga di AC si cerca di colmare quella che resta una della mancanze più clamorose della serie: per raggiungere i macchinari da demolire, infatti, si affronteranno delle sessioni in località fuori Roma e saranno ‘livelli’ completamente stealth. Quello che ha sempre fatto mordere le mani, approcciandosi ad AC, è stata la quasi totale assenza di Vero stealth. Intendiamoci: nella saga impersoniamo letali Assassini, il cui compito è quello di penetrare in fortezze inespugnabili per compiere uccisioni silenziose. Assassinii appunto, non stragi.

Ma, a conti fatti, Ubisoft Montreal non ci ha mai richiesto né messo in condizione di eseguire ‘lavori puliti’! Altair o Ezio, infatti, non avevano quasi mai avuto la vera necessità di uccidere i loro obiettivi primari nel segreto: la loro potenza in combattimento è sempre stata tale che, nella maggior parte dei casi, un ignorante assalto frontale al nemico risultava comunque vincente. Snaturando innegabilmente il carisma dell’Assassino. E anche qualora ci fossimo sforzati di uccidere nell’ombra, non avremmo mai avuto gli strumenti adatti a farlo! Non c’è la possibilità di creare diversivi per le guardie, non c’è la possibilità di controllare davvero l’attenzione dei nemici, non c’è nessun modo di far sfruttare coperture all’Assassino e – andiamo! – l’agilissimo Ezio non sa nemmeno camminare inginocchiato per non farsi vedere! In ACB, le sessioni all’assalto delle armi da distruggere, impongono la condotta stealth. Finalmente. E non si tratta dei patetici inseguimenti già visti nei precedenti capitoli della saga (e che – ahimè – tornano di tanto in tanto anche in ACB). I luoghi che attraverseremo e i comportamenti delle guardie sono ben studiati e – nonostante lo scarso arsenale stealth di Ezio – consentiranno un vero e proprio infiltramento silenzioso dell’Assassino. Una bella soddisfazione.

La novità principale introdotta in ACB, però, sarà quella della gestione della confraternita degli Assassini. Quando Ezio ne sarà nominato leader in pectore, capirà che da solo non potrà far fronte ai Borgia. Per questo cercherà di sensibilizzare la popolazione romana, fomentandone le idee di rivolta. Di fatto, quando salverà un cittadino dalle angherie dei miliziani papali, Ezio potrà assoldarlo nella confraternita degli Assassini. Le spalle dell’Auditore verranno utilizzate in una duplice via. Per prima cosa esse sono utili supporti durante le missioni principali o il girovagare per Roma. Infatti possono essere richiamate come aiuto nei combattimenti o per far compiere loro qualche assassinio, senza che Ezio si sporchi le mani direttamente. Il secondo utilizzo dei nostri fratelli d’arme si rivela un sottogioco gestionale, che ci vedrà assegnare agli aspiranti Assassini missioni nelle principali città europee, sempre atte a ostacolare i piani dei templari.

In una manciata di minuti essi le completeranno (o falliranno) guadagnando esperienza (spendibile in migliorie per il loro equipaggiamento. Un Assassino esperto e ben equipaggiato aumenterà le possibilità di successo nelle proprie missioni, senza la necessità di impiegare altri ‘fratelli’ come supporto) e Fiorini (che rimpingueranno le nostre tasche).

Per ripulire Roma, poi, sarà necessario assassinare i capitani dei Borgia che controllano ogni quartiere della città, per poi incendiare la torre di guardia che sovrasta la zona. Così facendo si otterranno più seguaci nel popolo, si recupereranno edifici e nascondigli e si darà modo a Ezio di intraprendere una carriera imprenditoriale: senza l’oppressione dei Borgia, infatti, le attività commerciali torneranno a fiorire. Ezio potrà aprire fabbri, scuderie, botteghe d’arte, studi medici e banche. Il tutto gli consentirà di acquistare oggetti utili alla sua missione, di soddisfare sfizi modaioli o artistici e di incrementare le proprie entrate. Con i fiorini e per il bene della città, Ezio potrà anche restaurare i grandi monumenti storici di Roma. A parte quanto riguarda la compravendita le armi, il lato economico è un gorgo fine a sè stesso in cui è comunque stuzzicante perdersi.

Ogni alleato principale (come il ladro Volpe o Claudia, la sorella dell’Auditore) gestiranno poi una ‘gilda’ di competenza (per esempio: i ladri per Volpe, le cortigiane per Claudia). Ogni gilda oltre a fornire fiorini, uomini, basi e passaggi segreti per circolare velocemente per Roma, offrirà anche ‘sfide’ a tema che consentiranno a Ezio di arricchire il proprio bagaglio di abilità.

Merita anche una citazione l’arsenale di Ezio. In ACB la novità principale è l’introduzione della balestra, che si rivela un elemento particolarmente utile in ottica stealth (anzi è uno dei pochi strumenti che davvero possono favorire infiltrazioni segrete), grazie alle uccisioni silenziose e dalla distanza che consente. Per il resto, avremo poche aggiunte rispetto al già nutrito elenco di strumenti di offesa a disposizione in AC2. Di nuovo c’è anche il fatto che alcune armi saranno acquistabili presso i fabbri solo dopo averle sbloccate attraverso missioni mercantili.

L’arsenale di Ezio è però il perfetto esempio da cui partire, per muovere un’altra delle critiche fondamentali ad AC: la complessiva inutilità di molto di quanto offerto dal titolo di Ubisoft Montreal. Per quanto riguarda le armi, si potrebbe voler utilizzare uno strumento d’offesa secondario, solo per scelta stilistica. Non ci sono situazioni che lo richiedano sensatamente o obbligatoriamente, non ci sono vere esigenze di gameplay che ce lo suggeriscano. Ed è così per molti degli aspetti del gioco: le ristrutturazioni di Roma, l’attività economica, le sfide delle gilde, le cripte di Romolo… tutte cose che – volendo – potremmo comunque tralasciare, senza per questo subire vere penalizzazioni o senza per questo avere sezioni di parti di trama precluse.

Interessante, invece, l’introduzione della ‘sincronizzazione completa’ per ogni missione principale: in sostanza, affrontando ogni capitolo della storia, saremo chiamati a completare i compiti assegnatici rispettando una particolare condizione (non farsi individuare, non nuotare…), più rispettosa di quanto fatto nella realtà storica da Ezio. Rispettando la condizione, otterremo la sincronizzazione completa del ricordo. Un po’ di pepe in più per ogni missione.

Insomma: Roma è un'arena ricca e interessante (a all’interno delle sue mura si può persino cavalcare!), tanto per chi si vuole dedicare solo alla storia principale, quanto per chi desidera perdere più tempo. Anche se le cose da fare non si rivelano sempre davvero significative.

 
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