Disney Epic Mickey: la grande e cupa avventura di Topolino

Disney Epic Mickey: la grande e cupa avventura di Topolino

Disney Epic Mickey saprà certamente far divertire i più piccoli e saprà come ‘strizzare l’occhio’ ai grandi: se non per la sfida proposta, per l’offerta di un Topolino mai così ‘cupo’ e per l’artistica ed emozionante creazione un mondo pieno di vecchie e care conoscenze.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Epic
 

Un mondo dimenticato, cade in rovina: é tempo di dargli una mano di vernice!

Per prima cosa, Warren Spector ci metterà nei panni del Topolino più classico: quello a torso nudo, con i pantaloncini rossi e bottoni gialli. Il più classico dei classici.

La storia va a ricalcare i cliché delle origini del topo Disney, quando Topolino era lungi dall’essere il moderno e brillante ‘detective’ di Topolinia, asso insostituibile nella manica del commissario Basettoni. Il Mickey di Spector, infatti, è il curioso, intraprendente e pasticcione avventuriero degli anni ’30. Molto vicino a quanto visto – per intenderci – in Fantasia, nell’episodio dell’Apprendista stregone. Significativamente, la storia prende le mosse ricalcando quanto visto nel classico cortometraggio ‘topoliniano’ Attraverso lo specchio (1936). Film d’animazione che, ovviamente, faceva il verso al seguito di Alice nel paese delle meraviglie.

Topolino, dunque, si sveglia nel suo letto e viene richiamato dallo specchio appeso nella sua camera. Lo attraversa e si trova nel laboratorio dello stregone Yen Sid (il mago coinvolto anche nell’Apprendista stregone, il cui nome è chiaro tributo a Disney stesso, essendo un anagramma!). Topolino spia l’operato dell’incantatore, alle prese con un pennello, solvente e vernice.

Noi veniamo edotti dalle parole dello stesso stregone che, in veste di narratore, ci spiega di essere all’opera per creare un mondo dove far continuare a esistere le creature di fantasia dimenticate dal grande pubblico: Wasteland (Rifiutolandia).

L’intento di Yen Sid, quindi, è del tutto nobile. Ma non ha fatto i conti con Topolino. Il curioso roditore, infatti, non appena lo stregone abbandonerà il laboratorio, si impadronirà del pennello magico e comincerà a ‘pasticciare’ con vernice e solvente. Cercando di disegnare un topo, Mickey creerà, invece, una creatura malvagia: Macchia Nera (curiosamente, Spector e i suoi insistono nel ribadire che questo Macchia Nera sia lo stesso personaggio visto in numerose storie poliziesche di Topolino – il fantasma in nero, insomma, che, tolto il lenzuolo, si rivela un raffinato criminale con lunghi baffi sottili -. In realtà questo Macchia Nera appare visivamente molto più simile al Babau di Nightmare before Christmas e sembra solo un essere soprannaturale, non un ladro… Ma tant’è).

Topolino si rende subito conto del danno e cerca di cancellare la macchia malvagia. Il topo, però, va di fretta, perché si accorge dell’imminente ritorno di Yen Sid. E allora infila tutta la vernice nel barattolo del solvente. La macchia, però, si libera e – mentre Topolino fugge attraverso lo specchio – si riversa nel plastico di Wasteland creato da Yen Sid.

Ecco allora l’inizio della fine per il mondo dei cartoni dimenticati. Topolino, prestissimo, verrà richiamato per rimediare ai propri disastri, risucchiato in Wasteland.

I temi e la trama si fanno ulteriormente più cupi e maturi se ci si sofferma sulla popolazione di Wasteland: si tratta, infatti, di tutti i personaggi di Walt Disney caduti tristemente nel dimenticatoio (Per colpa del tempo o di uno scarso successo) o di pallide imitazioni meccaniche di cartoon ancora in voga.

Emblematica è la storia del coniglio Oswald, il Re di Wasteland. Si tratta di una delle prime creazioni del grande Walt, velocemente dimenticata: i diritti per l’utilizzo del personaggio passarono presto alla Universal e, soprattutto, Disney creò Topolino.

Oswald, quindi, non ha molti motivi per stimare il topo più famoso del mondo. E le cose non faranno che peggiorare, visto che Macchia Nera – creato per errore proprio da Topolino – andrà a spodestare Oswald e a corrompere la pace di Wasteland.

Topolino, quindi, non solo dovrà fronteggiare Macchia Nera, ma dovrà anche persuadere Oswald delle sue buone intenzioni e creare un buon rapporto con il suo ‘antenato’.

Storia rimarchevole.
Il mondo e la storia Disney sono visti anche nel loro ‘lato oscuro’. E ci sono una marea di curiosità, tributi, citazioni. Un appassionato disneyano (come me, del resto. Disney Epic Mickey, da questo punto di vista, è un altro colossale ‘rimpianto’: se avessi avuto a disposizione un gioco del genere qualche anno fa, mi sarei oltremodo esaltato!) avrà pane per i suoi denti: mille curiosità da soddisfare; tanti volti noti incontrati ora in situazioni ‘particolari’; luoghi, filmati e musiche che richiameranno alla memoria dolci ricordi.

Il tutto presentato con amabilità e maestria. E tanta partecipazione: questa storia ‘agrodolce’ dà un tono maggiormente maturo all’opera di Spector, donandole anche un notevole motivo d’apprezzamento per un pubblico adulto. Wasteland rischia di essere il dimenticatoio in cui gli eroi della nostra infanzia, con il passare degli anni, possono finire anche nella realtà. Correre in loro aiuto sarà un piacere.

 
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