Killzone 3: nuovi limiti per grafica e sonoro su console

Killzone 3: nuovi limiti per grafica e sonoro su console

Abbiamo provato la versione per il beta test del nuovo sparatutto in prima persona di Guerrilla Games. Subito un primo approccio molto positivo con il terzo capitolo di una delle serie più costose di sempre.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Sblocchi e mappe

Killzone 3 è un gioco fortemente basato sugli sblocchi, e le nuove abilità e le nuove armi sbloccate incidono fortemente sulle tattiche e gli equilibri di gioco. Per ogni classe ci sono precisi sblocchi, con caratteristiche uniche legate a quella specifica classe. Uccidere i nemici, compiere particolari evoluzioni come gli headshot, portare a compimento gli obiettivi di attacco o difesa, consente di ottenere punti esperienza. Una volta raccolti i punti esperienza prefissati si entra nel successivo livello di esperienza. Complessivamente ci sono 45 livelli di esperienza.

Per ogni livello di esperienza raggiunto si ottiene un punto per gli sblocchi. Ci sono sblocchi che richiedono un solo punto, altri che richiedono due punti, e altri ancora che richiedono un numero ancora maggiore di punti. Quindi si può scegliere se spendere subito i punti sblocco oppure se raccoglierli per ottenere ricompense più competitive.

Che sblocchi si possono avere in Killzone 3? Principalmente le armi, con soluzioni che via via offrono migliori prestazioni in termini di precisione e di velocità di fuoco. Poi ci sono delle abilità passive: ad esempio si potrà essere in grado di installare le postazioni mobili più velocemente o di ottenere dei droni difensivi. Ci sono anche delle abilità attive: si può entrare in modalità invisibile per la classe cecchino oppure installare postazioni difensive, come ingegnere, via via più performanti.

Alcune classi possono inoltre ottenere il supporto di droni: questi accompagneranno silenziosamente il giocatore in battaglia, offrendogli rinnovata potenza di fuoco e quindi maggiore protezione. I droni, come altre novità legate agli sblocchi e all'uso dei jetpack, variano di molto gli equilibri di gioco del multiplayer di Killzone, e anche i giocatori esperti dovranno fare un po' di pratica prima di padroneggiare le novità.

Una delle novità più reclamizzate di Killzone 3 sono proprio i jetpack, che figureranno anche nella campagna single player. In questa beta sono disponibili unicamente nella mappa Turbine Concourse SE-6. Si raccolgono e si installano, operazione che richiede qualche decimo di secondo. Poi possono essere usati per eseguire un piccolo balzo. A differenza dei jetpack di altri giochi, penso ad esempio ad Halo Reach, quelli di Killzone 3 hanno un funzionamento in qualche modo realistico.

Hanno un propulsore che è in grado di fornire energia supplementare solo per qualche secondo e quindi si possono fare balzi comunque limitati. Possono essere usati strategicamente in maniera molto proficua, per cogliere il nemico da un'angolazione alla quale non si aspetta l'attacco, oppure per raggiungere una piattaforma troppo elevata o semplicemente per percorrere velocemente un dato tragitto.

Premendo sul relativo tasto si attiva il propulsore, che è dotato di energia autonoma solo per qualche secondo. Una volta terminata la spinta, il jetpack è unicamente in grado, agendo sempre sullo stesso tasto di attivazione, di mantenere l'altezza raggiunta, ma non dà nuova spinta verso l'alto. L'armatura da installare per usare i jetpack, inoltre, è dotata di un mitragliatore stabile e veloce, che garantisce rinnovate velocità e potenza di fuoco.

Le tre mappe disponibili nella beta di Killzone 3 sono Turbine Concourse SE-6, di cui abbiamo già accennato, Frozen Dam e Corinth Highway. La prima è probabilmente la più spettacolare, perché presenta al centro una mastodontica turbina che a intervalli regolari carica un potente impulso elettromagnetico, capace di spegnere temporaneamente tutte le apparecchiature elettroniche nelle vicinanze, compresi Jetpack, radar e mirini delle armi. Turbine Concourse SE-6 si sviluppa principalmente in senso verticale, proprio per sfruttare i jetpack.

Frozen Dam è la mappa in cui si svolge la modalità Operations, ma vi si può giocare anche in Guerrilla Warfare. Si tratta di una mappa piuttosto piccola con diversi corridoi e cunicoli e che presenta sullo sfondo ghiacciai e mare in tempesta. La più grande è Corinth Highway, che riprende la capitale Helghast atomizzata dove Sev e Scolar Visari hanno avuto il loro ultimo incontro in Killzone 2. La mappa è enorme, per cui i veicoli diventano spesso più un mezzo per spostarsi velocemente che per combattere. Si combatte attorno a un'autostrada distrutta dal conflitto.

Guerrilla Games aveva in passato fatto sapere che le mappe del multiplayer di Killzone 3 sarebbero state tre volte più grandi rispetto alle mappe del multiplayer del predecessore. Questo è vero solo per Corinth Highway. Bisogna dire comunque che graficamente sono ampiamente dettagliate, che gli scenari sono accattivanti e che presentano eventi di grandi dimensioni molto spettacolari. La turbina di Turbine Concourse SE-6 ne è chiaro esempio, e influisce sul gameplay come abbiamo visto.

In Corinth Highway ci sono anche i mezzi, nella forma di mech. Questa mappa è giocabile in modalità Warzone, e quindi bisogna stare attenti alle missioni variabili sottoposte dalla playlist di cui abbiamo parlato. Inoltre, la tattica deve prevedere anche il controllo e la difesa degli avamposti, perché possedere questi ultimi consente di ottenere armi supplementari e i veicoli che sono presenti nella parte di mappa che soggiace all'avamposto stesso.

Dunque, i mech rientrano primariamente nelle tattiche per difendere gli avamposti, perché forniscono una consistente forza di fuoco e consentono di spostarsi velocemente sull'autostrada distrutta che è protagonista della mappa. I mech sono dotati di grande forza e velocità di fuoco grazie al mitragliatore, ma anche di un'arma secondaria, che consiste in un poderoso lanciarazzi. Inoltre, sono difficilmente abbattibili con le armi tradizionali, ma vulnerabili alle armi degli altri mech. Insomma, può succedere di rimanere a bordo del mech anche solo per pochi secondi se non ci si difende dal fuoco del nemico.

 
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