Prima storia poi shooter. Homefront sfida Call of Duty

Prima storia poi shooter. Homefront sfida Call of Duty

La Corea invade gli Stati Uniti, sottomettendone la popolazione. Terrore, angoscia, e voglia di riconquistare la libertà perduta sono le emozioni che saranno protagoniste nella campagna single player di Homefront. Include l'intervista a Jeremy Greiner, community manager di Kaos Studios.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Call of Duty
 

Storia

2027. Una Corea che ha superato le sue divisioni ed è tornata ad essere un unico stato ha invaso gli Stati Uniti, portando orrore e disperazione nelle prima ridenti cittadine americane. È una guerra senza limiti, che coinvolge grandi e piccoli, e che gli sviluppatori di Kaos Studios vogliono far vivere con sensazione di terrore ai giocatori di Homefront. La sensazione di essere l'unica speranza per gli Usa, in un mondo che non è più come prima, è quella che viene trasmessa al giocatore in ciascun momento della campagna single player.

Tormento, disperazione, emozioni vissute dalla prospettiva in prima persona, voglia di riscatto. Sono gli elementi che Kaos Studios ha messo nella campagna di Homefront, della quale abbiamo avuto modo di giocare la prima mezz'ora, che corrisponde alla prima metà del capitolo iniziale. Come per i Call of Duty, l'obiettivo dello sviluppatore di Homefront è quello di creare uno sparatutto emozionale, che racconti la storia in una maniera nuova, e che catapulti il giocatore direttamente nel vivo dell'azione.

Si combatte nella modernità, all'interno delle macerie a cui sono ridotte le città americane dopo l'invasione coreana. All'inizio della storia ci si ritrova a casa propria, mentre i coreani stanno facendo razzie nel proprio quartiere e vengono a prendere chiunque è rimasto barricato in casa. Picchiano il protagonista e lo portano fuori, facendolo salire su un autobus. Seduti sull'autobus possiamo vedere quello che succede nel quartiere: genitori uccisi agli occhi del piccolo bambino, pestaggi, terrore diffuso dappertutto, invasione assistita da invadenti strumenti tecnologici, disperazione.

Il giocatore non impersona un super soldato, ma una persona comune, che si ritrova coinvolto in un conflitto di grandi dimensioni. "Il familiare diventa alieno", è lo slogan con il quale viene descritta l'atmosfera che Homefront tenta di suggerire. Il personaggio interpretato dal giocatore si chiama Jacobs, è un ex-pilota che si trova coinvolto nella guerriglia innescata dai coreani nella cittadina di Montrose, Colorado. L'obiettivo finale di Jacobs è di impossessarsi di carburante per rimettere in vita i rottami della US Air Force, l'unica speranza che è rimasta ai ribelli americani. Si combatterà insieme a due ribelli che non ci stanno all'invasione degli Usa: Connor è un soldato che odia i suoi concittadini che si sono rassegnati all'invasione coreana, e Boone, che sente la responsabilità di prendere il ruolo di leader e liberare la sua nazione. Questi sono i compagni d'avventura della prima parte del gioco, in seguito se ne incontreranno altri.

Homefront è scritto da John Milius, conosciuto per le sceneggiature di Apocalypse Now e della serie televisiva Rome. Ma il nuovo script di Milius assomiglia di più a un suo lavoro del 1984, Alba Rossa, in cui i cubani e i sovietici invadevano proprio gli Stati Uniti. Milius è stato coinvolto nel progetto sin dall'inizio. Originariamente l'idea è nata all'interno di Kaos Studios, che si sono ispirati proprio da Alba Rossa. L'amicizia di Milius con Danny Bilson, uno dei dirigenti di THQ, ha consentito ai ragazzi di Kaos di entrare in contatto direttamente con Milius e di coinvolgerlo nel progetto.

John ha contribuito alla creazione dello scenario, dello script e ha lavorato su precise location. Ha aiutato molto nel ricreare quel senso di assedio, oltre che la tenacia della resistenza della gente che non si lascia schiacciare dalle forze di invasione coreane.

Scendendo più nel dettaglio della storia, gli americani entrano in una grossa crisi economica e non sono più in grado di fronteggiare l'avanzata coreana, il tutto è ambientato nel 2027. Dopo 17 anni di catastrofi finanziarie, politiche, economiche e ambientali la civiltà occidentale è in declino e l'America non è più la prima potenza mondiale. Una combinazione di eventi, il conflitto in Medio Oriente, i drastici cambiamenti ambientali e il collasso delle istituzioni finanziarie, hanno portato all'isolamento e all'impoverimento degli Stati Uniti.

Anche l'esercito americano si è ridimensionato, soprattutto per via delle ingenti perdite nel conflitto in Medio Oriente. Dopo la morte del padre Kim Jong Il nel 2012 (attuale leader della Corea del Nord), Kim Jung Un porta avanti una nuova politica che prevede la riunificazione delle due Coree. Ciò avviene nel 2013, anno in cui si forma la nuova Greater Korean Republic, motivata da rivalse nazionalistiche contro le altre nazioni che l'hanno messa in disparte in passato. La nuova Corea minaccia con le sue armi nucleari il Giappone, che cede presto e viene annesso. Stessa sorte tocca ad altre potenze orientali.

Nel 2025 un fortissimo esercito coreano, potenziato da armi nucleari, entra in territorio americano grazie a un inarrestabile attacco elettromagnetico e stabilisce un'occupazione. Gli Usa, per i motivi che abbiamo detto prima, non riescono ad opporre una valida resistenza. Passano due anni prima dell'inizio delle vicende narrate in Homefront: i coreani stanno organizzando un'opera di propaganda, mirata ad abbattere le ultime resistenze ideologiche dei cittadini americani. L'esercito coreano, conosciuto con la sigla Korean People's Army (Kpa), porta avanti l'iniziativa di convincimento per il "popolo democratico della repubblica americana". I coreani vogliono essere considerati come liberatori, gli unici in grado di porre rimedio alle catastrofi che hanno coinvolto gli Usa: bisogna decidere se cedere o se resistere.

Nel comunicato stampa c'è una sezione dedicata ai cattivi di Homefront, ovvero i coreani, che tenta di spiegare perché gli sviluppatori hanno scelto proprio questa nazione per il ruolo del cattivo di turno. Ecco la spiegazione: "Il concept che sta alla base di Homefront riguarda uno scenario alternativo: cosa succederebbe se gli Usa fossero invasi da una potenza estera? Homefront è una finzione alternativa, non è solo un videogioco ma uno strumento di intrattenimento che vuole discostarsi dalla realtà. È stata scelta la Corea del Nord per diversi motivi: hanno un potente esercito e alcune motivazioni e intenti ostili che mancano negli altri nemici dei videogiochi di ultima generazione".

Due parole le spendiamo anche sul team che ha curato lo sviluppo di Homefront. Kaos Studios ha sede a New York e, sostanzialmente, lo sparatutto di cui stiamo parlando è il secondo progetto completo su cui lavora. La software house ha raccolto molti dei membri di Trauma Studios, software house fondata nel 2003 che si è contraddistinta per la creazione di Desert Combat, il mod di maggior successo per Battlefield 1942. Nel settembre del 2004 DICE acquisì Trauma Studios e indirizzò molte delle risorse della software house nello sviluppo di Battlefield 2. Dal gennaio 2006, Trauma Studios diviene Kaos Studios ed entra nell'orbita di THQ. Homefront è il secondo progetto di Kaos Studios dopo Frontlines Fuel of War, altro fps con Unreal Engine 3 con una buona componente multiplayer, dalla quale, come vedremo, è mutuata la componente multiplayer di Homefront.

 
^