Giochi su Facebook: perché sono i preferiti dalle ragazze

Giochi su Facebook: perché sono i preferiti dalle ragazze

Pubblichiamo un articolo di Silvia Mandrioli, italian marketing coordinator di Ankama Games. Silvia terrà su Gamemag una rubrica in cui esprimerà la sua opinione su alcuni temi videoludici filtrandola dalla prospettiva femminile.

di Silvia Mandrioli pubblicato il nel canale Videogames
 

Una nuova rubrica

Per inaugurare questa nuova rubrica sui videogiochi per ragazze, oggi vi parlo di Facebook. Lo so, non si fa altro che parlare di Facebook ultimamente: è il social network più utilizzato al mondo, non si può più vivere senza, ecc. ma è anche lo strumento di comunicazione più usato dalle ragazze, come ben sapete. Cosa fanno le ragazze su Facebook, a parte scoprire tutto il gossip della rete? Beh, giocano, ovviamente.

Le applicazioni videoludiche di Facebook, purtroppo, fino a poco tempo fa non permettevano un’attività di gioco continuativa, tutt’ora, infatti, Facebook attrae per la maggior parte videogiocatrici casual. Ma è proprio vero che siamo giocatrici casuali? Che giochiamo solo un’ora al giorno e non di più?

È vero, ma soprattutto per una serie di fattori esterni legati al fatto che la nostra vita reale è molto più attiva rispetto a quella dei maschietti. Insomma, noi facciamo più cose: studiamo, cuciniamo, facciamo le pulizie, andiamo a fare shopping con le amiche, andiamo in palestra, usciamo col fidanzato, ecc. E trovare tempo per giocare è veramente difficile, al contrario dei ragazzi che relegano quotidianamente una parte molto importante della loro giornata al videogioco.

Insomma, per le nostre mamme l’incubo più grande era il calcio in tv, ossia una volta a settimana c’era la “serata calcio” con gli amici, mentre ora c’è “la serata lan”: i ragazzi si trovano a casa di un amico e giocano in lan o online ai giochi più in voga del momento e noi restiamo a casa a fare la calza. E magari anche a noi piacerebbe giocare agli stessi giochi a cui giocano loro e forse saremmo pure più brave, ma trattandosi di serate “men-only “l’accesso ci è precluso.

Nell’attesa che il nostro fidanzato torni da una di queste serate “men-only”, era più che naturale che, un giorno, avremmo trovato anche noi il modo per occupare il nostro tempo ed ecco perché reputiamo i casual games più adatti al nostro stile di vita, anche se magari a lungo andare sono di una noia mortale.

Ed è sempre per questo motivo che apprezziamo di più gli rpg a turni, rispetto ai combattimenti in tempo reale, o giocare offline piuttosto che online.

In questo modo possiamo, infatti, mettere in pausa e andare a tirare fuori la torta dal forno, mentre magari, se siamo nel bel mezzo di un combat online, è più difficile spiegare a chi gioca con noi perché siamo andate idle.

 
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