Dead Rising 2: massacro di zombie anche multiplayer

Dead Rising 2: massacro di zombie anche multiplayer

Recensione della versione XBox 360 di Dead Rising 2, l'action sul massacro di zombie che adesso introduce anche la componente multiplayer.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
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Introduzione

Quando si parla delle grandi esclusive che l’Xbox 360 può vantare rispetto alle altre console, ovvero Ps3 e Wii, normalmente i primi titoli che vengono alla mente sono blockbuster del calibro di Halo, di Mass Effect, di Gears of War. C’è però almeno un titolo, uscito un po’ più in sordina rispetto ai cugini più pubblicizzati, che i possessori di console Microsoft si tengono ben stretti e di cui sono molto fieri e gelosi. Si tratta ovviamente di Dead Rising, il gioco Capcom dedicato agli zombie uscito nel 2006 che ha stupito tutti per la sua originalità, la sua immediatezza e il puro e semplice divertimento che riusciva a creare.

Una formula, quella di Dead Rising, talmente semplice che sembrava incredibile nessuno ci avesse pensato prima. Il gioco era ispirato in modo così palese al film “Zombie” di George Romero da far includere sulla copertina una sorta di disclaimer per spiegare che il gioco non era in alcun modo legato ufficialmente al celeberrimo film. L’ispirazione però era chiara e assolutamente gradita: il setting del gioco infatti era un immenso supermercato, in una piccola cittadina degli Stati Uniti, dove il protagonista doveva riuscire a sopravvivere alle ondate di zombie. Non solo: Frank West,il personaggio interpretato dal giocatore, aveva la possibilità di esplorare l’enorme ‘mall’ per aiutare quanti più sopravvissuti possibili a mettersi in salvo, mentre al tempo stesso poteva indagare sulle cause del misterioso incidente che aveva causato l’epidemia di zombie. Il tutto combattendo non solo contro le orde di non morti, ma anche contro pazzi psicopatici tanto disturbanti quanto grotteschi e ridicoli e ad un certo punto anche i soldati inviati dal governo. Erano tante le cose a colpire positivamente in Dead Rising.

L’ambientazione in primis: finalmente, a trent’anni dall’uscita di ‘Dawn of the Dead’ di Romero, un videogioco ci permetteva di immergerci nella surreale e a tratti esilarante situazione di un immenso centro commerciale invaso dalle lente, macilente e barcollanti orde dei morti viventi. Gli sviluppatori di Capcom avevano capito talmente bene il potenziale di questa risorsa da svilupparci attorno tutte le meccaniche del gioco: in un centro commerciale, infatti, se c’è una cosa di cui non si sente la mancanza sono gli oggetti da utilizzare come arma contro gli zombie. Ed ecco che Dead Rising metteva a disposizione un arsenale sterminato, dalle mazze da baseball, ai martelli, asce, katane, armi da fuoco, ma anche armi meno immediate come panchine, sedie, tagliaerbe, sagome di cartone, e persino risorse estreme e ben poco efficaci (ma decisamente comiche) come borsette, spray, pietre preziose, orsetti di peluche.

A tutto questo si aggiungeva il fatto che il protagonista era un fotoreporter, e che nel gioco c’era la possibilità di scattare fotografie ricevendo anche punti per il tipo di scatto (brutale? Comico? Sensuale?), ovviamente con alcune missioni legate. Non bastasse tutto questo, la storia portante di Dead Rising era interessante e ben scritta, più che adeguata per il tipo di gioco. Insomma: un successo.

A distanza di quattro anni la Capcom ci ha riprovato ed ecco sugli scaffali Dead Rising 2, disponibile non più solo per Xbox ma anche per Playstation 3 e Pc… un gioco che non esce dal solco del suo predecessore ma cerca di insistere ancora di più sul piano del divertimento allo stato puro.

 
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