Fable III: la fragile epopea di un Regno

Fable III: la fragile epopea di un Regno

Lionhead Studios aggiorna nuovamente il suo classico gioco di ruolo, inserendo finalmente le caratteristiche che aveva promesso già in passato. È riuscita finalmente a creare un gioco con il sufficiente livello di complessità?

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

La nuova Albion

Sono passati cinquant’anni dagli eventi narrati in Fable II. Albion, in dieci lustri, è molto cambiata: pur conservando il suo stile ‘prettamente’ british, la terra delle nostre avventure, si è avvicinata a grandi passi all’era moderna. Un lontano ricordo sono i misteri medievali del primo Fable, ma acqua passata sono anche gli slanci propositivi del tardo rinascimento coloniale, tipici di Fable II. Le industrie e il vapore hanno fatto la loro comparsa, modificando definitivamente il mondo e la società di Albion, che sembra presa – in molti suoi aspetti – dall’immaginario dickensiano.

La natura non è più incontaminata e intoccabile: essa si sta piegando alle esigenze delle prime fabbriche. La società è sempre più inquadrata e rassegnata: il clima cupo e senza speranza dell’economia industriale si riverbera sul lato sociale di Albion, che appare maggiormente rassegnato e senza speranza. La magia e le creature fantastiche sono ormai fuori posto: gli incantesimi sono padroneggiati da pochi eletti – e sono visti con paura e sospetto -, mentre i ‘mostri’ vivono lontani dalle città. Sono pochi e sono nascosti, visto che le persone ‘normali’ non li accettano più. Per questo sono divenuti presenze sempre più ostili.

Su questo contesto socio-economico, si innesta quello politico: Re Logan è il ‘perfetto’ tiranno di un mondo in rapida evoluzione e rapida corruzione. Logan appare come un despota, preoccupato del proprio potere e interessato solo a mantenere le distanze tra le classi sociale quanto più ampie possibili. Non siamo più nella fiabesca era degli eroi: adesso è la politica che decide i destini dei popoli. Quindi per scrivere la storia, non basteranno magie e armi: serviranno la maestà di una corona e il potere di un trono.

Il piccolo principe fa la rivoluzione

Fable III consente anche di giocare l’avventura nei panni di una fanciulla, ma prenderemo in considerazione l’ipotesi di una ‘carriera’ al maschile. Per facilità di narrazione.

Ci sveglieremo dunque nei panni del Principe di Albion, fratello minore di Re Logan. Diretto discendente dell’eroe di Bowerstone che salvò il regno 50 anni prima. Un giovanotto completamente escluso dalle questioni politiche, per decisione di Logan.

Ben presto, però, l’esplosiva tensione sociale coinvolgerà anche il giovane Principe, che toccherà con mano i risultati del malgoverno di Logan. Il Reggente, infatti, ci percepirà come una minaccia al proprio potere e, mettendoci alle strette, ci costringerà ad abbandonare il castello. Accompagnati dal nostro maestro d’armi e dal nostro fidato maggiordomo, capiremo velocemente che l’unica cosa da fare per salvare il Paese è rovesciare Logan.

La nostra convinzione diverrà certezza quando, durante la nostra fuga da palazzo, verremo condotti nella cripta sotterranea, dove nostro padre aveva fatto custodire i sigilli dell’Eroe. Qui verremo contattati da Theresa, il deus ex machina che da secoli guida la storia di Albion, che risveglierà in noi le capacità dell’Eroe e ci investirà della missione di salvare il regno che fu di nostro padre.

Da questo momento, il nostro compito sarà quello di procurarci seguaci fedeli per tutto il regno, in modo da avere la forza necessaria per completare la rivoluzione e salire al potere.

 
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