Medal of Honor: conflitto nella modernità

Medal of Honor: conflitto nella modernità

Dopo oltre tre anni dalla pubblicazione di Medal of Honor: Airborne, la saga di sparatutto prodotta da EA si arricchisce di un nuovo capitolo. A sottolineare il radicale distacco col passato, il fatto di non sottotitolare il gioco, chiamandolo semplicemente con il nome della saga. Medal of Honor, appunto. Provata la versione XBox 360.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
XboxMicrosoft
 

Introduzione

Dopo oltre tre anni dalla pubblicazione di Medal of Honor: Airborne, la saga di sparatutto prodotta da EA si arricchisce di un nuovo capitolo. A sottolineare il radicale distacco col passato, il fatto di non sottotitolare il gioco, chiamandolo semplicemente con il nome della saga. Medal of Honor, appunto.

Come accaduto qualche anno fa a Call of Duty, anche MOH abbandona le abusate ambientazioni del secondo conflitto mondiale (ed è la prima volta), catapultandoci nel bel mezzo del teatro bellico dell’Afghanistan di inizio ventunesimo secolo. All’indomani dell’11 settembre, le forze della coalizione occidentale -come ben sappiamo- si sono infiltrate nel Paese centro-asiatico, sulle tracce di Osama Bin Laden e dei leader dell’organizzazione terroristica di Al-Qaeda, con lo scopo dichiarato di rovesciare il regime teocratico dei Talebani.

MOH ci consentirà di seguire le operazioni dal punto di vista di quattro soldati americani -lo specialista Dante Adams (1º Battaglione, 75º Reggimento Rangers), il capitano Brad "Hawk" Hawkins (pilota di Apache), e i membri delle squadre speciali "Rabbit" (Tier 1 - AFO Neptune, DEVGRU) e "Deuce" (Tier 1 - AFO Wolfpack, 1º SFOD-Delta)- occupati nell’invasione e nella ‘messa in sicurezza’ dell’ostile Paese asiatico.

 
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