Castlevania: la serie si rinnova a 25 anni dal primo capitolo

Castlevania: la serie si rinnova a 25 anni dal primo capitolo

Lords of Shadow parte con un doppio peso sulle sue spalle: non solo è il reboot di una serie che ha quasi venticinque anni sulle spalle, ma è anche l’ultimo tentativo di portare la serie stessa al di fuori dei confini del mondo 2d che l’ha resa celebre e amata. Test della versione XBox 360.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
XboxMicrosoft
 

Comparto tecnico

Se finora non è stato proprio possibile spendersi in grandi lodi per Lords of Shadow, dal punto di vista tecnico si può quantomeno dire che graficamente il gioco è davvero ben realizzato. Inizialmente alcune scelte stilistiche possono lasciare un po’ perplessi, più che altro perché Lords of Shadow, dopo un brevissimo inizio tetro, prende una inconsueta (per la saga di Castlevania) piega simil-fantasy, mandando Gabriel in foreste incantate popolate da goblin e troll.

Considerando che il gioco è enormemente lineare, e correre lungo un corridoio prefissato non dà proprio l’idea di esplorare una foresta, i primi livelli possono sembrare un poco soddisfacenti. Proseguendo, però, Gabriel comincerà ad addentrarsi in vari posti di grande atmosfera e stupendamente realizzati – questo è vero in particolare per gli ultimi livelli dove la grafica e l’artwork diventano davvero incantevoli. Certi paesaggi nelle terre dei vampiri e dei necromanti sono talmente ben realizzati che fanno addirittura dimenticare il problema della telecamera fissa, dato che le inquadrature sono così belle da far chiudere volentieri un occhio, almeno temporaneamente, sul fatto di non poter spostare la telecamera.

La qualità grafica è di altissimo livello anche e soprattutto per quanto riguarda la realizzazione dei personaggi: in parte per Gabriel, ben disegnato e con ottime animazioni ed espressioni facciali, ma soprattutto per tutti i mostri che popolano il gioco, curatissimi nei dettagli e molto convincenti nel loro ruolo di creature del male. Tutta questa qualità grafica purtroppo comporta un prezzo da pagare, e lo dirò senza mezzi termini: il gioco scatta. E scatta anche tanto. Non è solo un problema di quante cose muove contemporaneamente sullo schermo, perché in molti casi vedrete lo schermo bloccarsi per almeno un secondo anche contro pochissimi nemici.

Per qualche ragione, difficile da imputare ad altro che a difetti di programmazione, il problema principale sembra legato al momento in cui ciascun nemico muore, caratteristica tra l’altro che ha fatto sorgere qualche dubbio sul fatto che il “blocco” non sia tanto un bug quanto un ricercato e consapevole “effetto drammatico”. Ipotesi però probabilmente da smentire, considerando che non solo sarebbe una ben povera scelta da parte degli sviluppatori, ma che a quanto pare non tutte le copie del gioco soffrono allo stesso modo di questo difetto (a qualcuno scatta di più, a qualcuno di meno; a qualcuno ha iniziato a scattare solo dopo un certo periodo). Anche in questo caso, per avere un’idea in anticipo di come e quanto questo difetto possa incidere, suggerisco di controllare i video che mettono in risalto il problema.

In ogni caso non può che dispiacere il fatto che un gioco già di per sé non particolarmente brillante sia afflitto anche da inconvenienti di questo tipo, specialmente tenendo presente il suo prezzo di mercato.

Niente da dire, per concludere, sul comparto sonoro, con un voice acting impeccabile e una colonna sonora adeguata al gioco.

 
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