Brink: sparatutto multiplayer con storia

Brink: sparatutto multiplayer con storia

Abbiamo assistito a una dimostrazione di Brink in versione pre-alpha. Il nuovo sparatutto multiplayer di Splash Damage si rivela un prodotto interessante con diversi elementi innovativi. L'articolo include l'intervista a Paul Wedgwood, direttore di Splash Damage.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Personalizzazione

A seconda della fazione scelta ci sono storie e missioni diverse, oltre che specifiche sequenze di narrazione. Tuttavia, non c'è un cambio nel gameplay, come invece accade tra le classi: giocare con Resistance o Security, da questo punto di vista, è uguale. Durante le sequenze di intermezzo si può accedere a un menu di configurazione delle armi, dei gadget e delle abilità dei personaggi se questi parametri non sono stati esaminati prima dell'inizio della partita.

A proposito di configurazione e di personalizzazione, questo aspetto è uno dei più curati in Brink. Uccidere avversari e portare a compimento gli obiettivi consente di accumulare punti esperienza, che sono successivamente spendibili nell'acquisto di potenziamenti e nuove abilità. E ciò sia se si gioca in single player che in multiplayer. A fine missione, inoltre, verranno sbloccati nuovi item.

La personalizzazione riguarda ogni componente di Brink, come i colori, le texture, l'apparenza estetica del personaggio, le armi e le abilità. Il personaggio si può modellare agendo per ciascuna parte del corpo e sui relativi shader, come accade nella fase di creazione del personaggio in un tradizionale gioco di ruolo. Si può creare un personaggio grosso e potente o agile e snello, con ripercussioni sul gameplay. I personaggi grossi, a causa della loro sagoma, possono ricevere più colpi, ma sono potenti e possono distruggere degli ostacoli. Quelli più snelli sono in grado di saltare più in alto e la loro esile sagoma gli consente con maggiore facilità di schivare i proiettili del nemico.

Partiamo dalla personalizzazione delle armi. Se ci è concesso fare una comparazione, da questo punto di vista Brink si configura come una sorta di Need for Speed degli sparatutto, proprio in riferimento alle elevate possibilità di personalizzazione. All'interno del gioco c'è un editor, nel quale si possono aggiungere accessori a qualsiasi delle armi, vedendo subito le modifiche estetiche che intercorrono. Queste modifiche saranno evidenti anche nel gioco vero e proprio. La differenziazione estetica sarà quindi visibile anche dal nemico, che quindi potrà capire dinamicamente quali sono le caratteristiche delle armi usate dal suo avversario.

Tra i tanti accessori troviamo mirini metallici, mirini olografici (red dot), stabilizzatori, silenziatori, lanciagranate, enormi caricatori per avere più proiettili sul campo di battaglia. Tutte queste aggiunte possono essere collocate in diversi punti dell'arma, in modo da consentire di modificarla più volte con accessori diversi. Alcune armi, particolarmente elaborate e quindi pesanti, possono essere trasportate solamente dai personaggi con fisico possente. Le armi possono essere anche colorate a piacimento e vi si possono applicare dei disegni.

Incrementando il livello di esperienza si accede anche a nuove abilità. Come abbiamo visto le abilità conferiscono a ciascun giocatore un preciso ruolo sul campo di battaglia. Tra le abilità troviamo: l'abilitazione della visuale in terza persona, un incremento nell'efficienza delle granate, maggiore precisione nella mira, tempi di ricarica ridotti, notifica dei nemici che si proteggono con le strutture, la possibilità di disarmare velocemente gli esplosivi o di incrementare la salute di un compagno, aumentare la velocità della corsa. Ogni abilità è legata a una specifica classe.

In funzione dell'elevata velocità di gioco, durante la dimostrazione a cui abbiamo assistito ci è sembrata molto importante l'abilità che imposta la visuale in terza persona. Se, ad esempio, si è impegnati nel disinnesco di un ordigno o nell'hacking di un dispositivo, spostare la visuale in terza persona consente di rendersi immediatamente conto di cosa succede alle spalle, interrompendo all'accorrenza la procedura di hacking.

 
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