Red Dead Redemption: l'ultima frontiera del free roaming

Red Dead Redemption: l'ultima frontiera del free roaming

Rockstar crea un indimenticabile mondo western e, al seguito di un pistolero in cerca di giustizia, ci catapulta nel più grande e vasto gioco sandbox di sempre (articolo e videoarticolo sono stati curati da redattori differenti, per cui le conclusioni divergono in alcuni punti Ndr).

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Get rhythm

Dal punto audio-video, Redemption si attesta su livelli molto alti. Quanto si vede su schermo, praticamente in ogni momento, è davvero impressionante. L’orizzonte non è mai stato così ampio, così come la natura attorno a noi non è mai stata così ricca e viva. Eccellente è soprattutto ogni dettaglio riguardante il cavallo. Tanto nella resa visiva quanto in quella dei movimenti. Euphoria, il motore fisico dietro Gta, fa il suo dovere alla grande e, fatti salvi alcuni impatti ‘curiosi’, tutto nel New Austin si muove come farebbe nella realtà.

Dal punto di vista dell’audio, siamo di fronte a un doppiaggio di livello assoluto. Niente voci in italiano: il lavoro sarebbe stato enorme e la resa –soprattutto dei vari slang- non avrebbe potuto restituire lo stesso feeling dell’inglese.

Ottimi i suoni della natura: tanto i versi di ogni animali, quanto il vento, il suolo (terra e polvere) e i corsi d’acqua. Altrettanto si deve dire delle armi: ogni strumento di morte imbracciato, esplode il proprio colpo con una ‘voce’ corretta.

Anche la colonna sonora si rivela azzeccata. Mancano, come ovvio, le stazioni radio tra cui scegliere l’accompagnamento delle nostre imprese, ma i motivi stile ‘spaghetti-western’ che fanno da sottofondo alla storia di Marston, sono ben fatti e ben caratterizzati. Certo, forse un po’ di varietà maggiore non avrebbe guastato, ma è apprezzabile il cambio di sonorità che si verifica a seconda delle zone in cui si viaggia o delle azioni che si compiono.

 
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