Red Dead Redemption: l'ultima frontiera del free roaming

Red Dead Redemption: l'ultima frontiera del free roaming

Rockstar crea un indimenticabile mondo western e, al seguito di un pistolero in cerca di giustizia, ci catapulta nel più grande e vasto gioco sandbox di sempre (articolo e videoarticolo sono stati curati da redattori differenti, per cui le conclusioni divergono in alcuni punti Ndr).

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Country roads, take me home

La storia di Redemption è molto semplice: John Marston è un ex fuorilegge che fatica a liberarsi del proprio pesante e sporco passato. Il Governo federale, ansioso di ‘normalizzare’ la frontiera, obbliga Marston a mettersi sulle tracce di Bill Williamson –un suo ex-compagno-, per eliminarlo. Il passato di Marston è oscuro e il tenebroso protagonista di Redemption ne racconterà, ma con il contagocce.

Marston, quindi, arriva nel New Austin (fittizio Stato nato dalla fusione di New Mexico e Texas?) sul confine messicano, ma la sua caccia rischia di finire male ancora prima di cominciare. John, infatti, cerca di assaltare frontalmente la gang di Williamson, asserragliata in un vecchio fortino e rischia di essere ucciso. Abbandonato morente al bordo della strada, l’imprudente pistolero sarà salvato dalla bella ranchera Bonnie MacFarlane.

Da lì in poi, Marston cercherà di sdebitarsi con i MacFarlaine e andrà a caccia dell’aiuto delle persone del luogo per raggiungere Williamson. La sua caccia –che si rivelerà più complicata del previsto- lo porterà addirittura a varcare il confine messicano e proseguirà in un continuum di inseguimenti, sparatorie e –soprattutto- tradimenti. Tutto seguendo il sogno di tornare a casa.

Un plot non originalissimo, supportato però da un cast di buon livello e –soprattutto- da un’ambientazione unica. I comprimari che incroceranno i propri destini con quello di Marston sono tratteggiati con ricchezza, attingendo a piene mani da quello che è l’immaginario del West (dall’indomito sceriffo, al ‘medico-mago’ truffatore, passando per l’arrogante dittatore messicano).

E la frontiera, nel 1911, è un luogo di fascino e contraddizioni, con la ‘leggenda’ che non vuole morire e la ‘civilizzazione’ che lotta per farsi strada. Si cavalca, ma i ricchi conoscono già l’automobile. Si usa il vecchio Winchster, ma le prime armi automatiche fanno la loro terribile comparsa. Il cowboy solitario scrive ancora le proprie imprese, ma il Governo e il Bureau tirano le fila della situazione.
Un mondo complicato, quindi. Ma estremamente interessante.

 
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