Halo Reach: tutto quello che c'è da sapere sul beta test

Halo Reach: tutto quello che c'è da sapere sul beta test

Abbiamo sviscerato la beta multiplayer che è attualmente disponibile, attraverso Halo 3 ODST, su XBox Live. Halo Reach introduce nuove modalità di gioco e le classi, con evidenti ripercussioni sugli equilibri.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Introduzione

È iniziata il 3 maggio e terminerà il 19 maggio (ma è probabile che venga prolungata), parliamo della beta multiplayer di Halo Reach. Esattamente come aveva fatto con Halo 3, infatti, Bungie ha deciso di consegnare direttamente nelle mani dei giocatori il nuovo capitolo di Halo, consentendo di provare la modalità più richiesta e più attesa, appunto quella multiplayer. Bungie ha reso disponibili le varie modalità in maniera progressiva: al lancio del beta test era possibile giocare in free for all o in squadre all'interno di arene, mentre dal 7 è stata introdotta la modalità Invasione e in questo fine settimana verrà introdotta Generator Defence. Per accedere alla beta multiplayer bisogna avere il Dvd di Halo 3 ODST. Stanno giocando attualmente migliaia di giocatori alla beta di Halo Reach.

Abbiamo giocato molto negli ultimi giorni per cercare di sviscerare tutti gli elementi proposti da Bungie e di definire nel modo più oggettivo possibile i nuovi equilibri di gioco. Sicuramente con questa beta Halo diventa più realistico nella gestione delle armi, con una grafica più dettagliata e più dark rispetto alla tradizione. Inoltre, l'aggiunta delle classi e della progressione, unitamente alle rinnovate caratteristiche delle armi, rendono il multiplayer di Halo ancora più frenetico.

Nella campagna single player, di cui Bungie ha rivelato pochissimi dettagli fino a oggi, Halo Reach segue le azioni del Noble Team composto da sei supersoldati Spartan ed è ambientato nel corso della battaglia su Reach raccontata nei libri Halo La caduta di Reach e Halo First Strike. Ci saranno battaglie su larga scala che coinvolgono un numero di soldati ampiamente superiore rispetto agli altri giochi della serie Halo. Sul campo di battaglia, tra alleati e nemici, potranno esserci fino a 40 modelli poligonali. Bungie ha cercato di trasmettere il senso dell'assedio al pianeta Reach che viene raccontato dalla storia.

I toni sono più seri e in alcune sequenze i fatti vengono raccontati attraverso resoconti giornalistici. Bungie ha ripristinato il sistema di gestione delle energie vitali del primo Halo, visto che, una volta esauriti gli scudi protettivi, si inizieranno a perdere le energie vitali residue e non sarà possibile recuperarle semplicemente restando lontani dal fuoco del nemico. La campagna single player sarà affrontabile in modalità cooperativa fino a un massimo di quattro giocatori. Sarà possibile giocare sulla stessa console anche in split-screen e in modalità competitiva in deathmatch fino a 16 giocatori. Si potranno salvare i replay delle partite. Come vedremo, Bungie ha pesantemente rivisto la tecnologia che sta alla base di Halo Reach, per cui bisogna attendersi un grosso passao in avanti rispetto all'ultimo capito, Halo 3 ODST.

Abbiamo preparato un videoarticolo che mostra le nuove caratteristiche di Halo Reach.

[HWUVIDEO="652"]Halo Reach: videoarticolo[/HWUVIDEO]

Facendo un passo indietro, Bungie non vuol dire necessariamente Halo: basta ricordare quel Marathon che nel lontanissimo 1990 faceva nascere nei possessori di Mac la speranza di possedere una piattaforma che avrebbe fatto la storia dei videogiochi. In realtà, il connubio tra Bungie e Mac durò molto a lungo: tutta la serie Marathon è sempre stata presente su questa piattaforma e, anche quando fu trasposta in ambiente Windows con Marathon 2, mantenne un'esclusiva temporale a favore di Mac.

Anche Pathways Into Darkness, un altro sparatutto in prima persona uscito nel 1993, era esclusiva Mac. Bungie non vuol dire semplicemente sparatutto, anzi una serie ingiustamente dimenticata è Myth, strategici in tempo reale incentrati sulla gestione di enormi eserciti e precursori nell'eliminazione della fase di raccolta delle risorse dalle meccaniche di gioco di questo genere.

L'approdo di Bungie su console non riguarda Microsoft, né tanto meno XBox. Avviene, infatti, con Oni, uscito su PlayStation 2 e su PC, piacchiaduro, forse sottovalutato, pregevole soprattutto per la qualità delle animazioni e per la caratterizzazione della sua protagonista. Oni fu sviluppato da Bungie West, dislocazione con base in California del team che invece risiede storicamente a Kirkland, Washington. Bungie West fu presto chiusa e il brand Oni passò nelle mani di Take-Two Interactive.

Nel 1999 Bungie annunciava ufficialmente uno sparatutto in prima persona, ambientato in un contesto fantasy, con sistemi avanzati per la gestione di fisica e intelligenza artificiale. Il gioco era indirizzato a PC e Mac, e aveva un nome che avrebbe stravolto la storia dei videogiochi, Halo. Il 19 giugno 2000 Microsoft annuncia l'acquisizione di Bungie e che quest'ultima sarebbe diventata una sussidiaria di Microsoft Game Studios: oggi possiamo dire che si tratta di una delle acquisizioni più azzeccate di tutta la storia di Microsoft.

Il resto è storia recente, con i successi commerciali e di critica dei primi due episodi della serie, esclusive XBox e solamente con anni di ritardo trasposti su PC (si aspetta ancora Halo 3). Dobbiamo annoverare anche gli spin-off Halo Wars, ultimo Rts della storica Ensemble Studios, e Halo 3 ODST, una sorta di espansione di Halo 3 sviluppata proprio da Bungie.

Halo Reach dovrebbe l'ultimo titolo di Bungie per la serie Halo e sicuramente sarà l'ultimo in esclusiva. Il 3 ottobre 2007, infatti, Bungie è tornata indipendente da Microsoft e nelle ultime settimane ha annunciato di aver raggiunto un accordo di collaborazione decennale con Activision per la produzione di videogiochi per tutti i formati in alta definizione. È noto che sta lavorando su una nuova proprietà intellettuale che al momento non è stata annunciata ufficialmente.

 
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