Anche quest'anno si ripropone la storica sfida: Fifa VS Pes

Anche quest'anno si ripropone la storica sfida: Fifa VS Pes

Il 2010 sarà l'anno del Mondiale in Sudafrica ma è anche terreno per l'ormai eterna sfida tra i due simulatori calcistici re del mercato, Fifa e Pes. Chi vince quest'anno?

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Visione di gioco e difesa

Con visione di gioco intediamo indicare tutto quello che riguarda la costruzione di gioco: come squadra e singoli atleti si muovono in fase offensiva, consentendo di creare occasioni. Con la seconda voce analizziamo un fondamentale determinante: la capacità di leggere un'azione, di occupare gli spazi e di intervenire in fase ‘distruttiva’ fa sempre la differenza, nel calcio. D'altronde se questo è l'unico sport dove non è detto che la squadra più forte vinca automaticamente, lo si deve proprio alla preminenza della fase difensiva su quella d'attacco.

FIFA: Proprio nella costruzione di gioco bisogna segnalare una delle più gravi pecche di Fifa 10. Forse la più grave. Infatti, Fifa è lontanissimo da far giocare a calcio. Chi ha praticato questo sport lo capirà dopo poche partite con il titolo Ea, come anche chi si nutre di calcio visto in Tv. Semplicemente Fifa è un gioco diverso dal calcio, anche se simula benissimo –con l’apparenza- un'aderenza spasmodica al soccer. Insomma: per vincere a Fifa è quasi sempre necessario NON ragionare come si farebbe su un campo da gioco reale.

Fifa 10

Esempi concreti: per prima cosa, a Fifa chi fa la partita perde quasi sempre. Molto più redditizio colpire in contropiede, sfruttando le fasce laterali e le sovrapposizioni o gli uno-due (e non ci sono quasi alternative a questo stile, per arrivare in porta con continuità!). Mancano quasi del tutto le manovre di ampio respiro del calcio moderno: si gioca con fitte e irrealistiche serie di passaggi di prima che hanno come scopo quello di far avanzare la squadra. Proteggere il pallone è clamorosamente impossibile: nella realtà anche il giocatore meno dotato può frapporre il proprio corpo tra il pallone l’avversario, rendendo molto complicato qualsiasi tackle. In Fifa questa basilare operazione praticamente non esiste! Ecco perché si avverte quella fastidiosa sensazione di ‘pallone che scotta’, per cui è consigliabile sbarazzarsi al più presto della sfera, nel modo più indolore possibile.

Da qui la sensazione di un’azione ‘falsa’ nei suoi sviluppi. Quando si riesce a imbastire una manovra corale, intervallata da dribbling e passaggi studiati, la soddisfazione è grandissima. Ma ciò avviene troppo di rado. Fifa, infatti, mette a disposizione molti strumenti, ma non tutti, per giocare in modo sensato. Altra menzione di demerito va alla fisicità dei giocatori: gli atleti sportellano che è un piacere, lottando su ogni pallone, ma troppo spesso ruzzolano a terra dopo interventi che non lo richiederebbero. Quel che è peggio, poi, è che non sempre sembra esserci coerenza tra chi butta a terra chi: troppo spesso armadi a due ante vengono abbattuti da scriccioli, forti solo di qualche statistica troppo ‘pompata’.

In generale, si può dire che troppo di quanto avviene sul campo di Fifa segua vie ‘non calcistiche’ (ad esempio le già citata fitta rete di passaggi di prima) o casuali (moltissime partite –ahimè- verrano risolte da palloni vaganti scaturiti da rimpalli improponibili o da ancora più amari scontri tra compagni di squadra, che consentiranno all'avversario di calciare a rete indisturbato).

Gli strumenti nelle mani dei difensori sono invece strabilianti: a partire dalla possibilità di correre mantenendo il giocatore sempre rivolto verso il pallone per arrivare a qualche ‘reazione automatica’ prodotta dalla IA e in grado, in molti frangenti, di dare una mano al pacchetto arretrato che, in generale, appare sempre più efficace di quello offensivo (sempre che non si abbia una super star involata in campo aperto: in quel caso è ancora molto complicato pensare di recuperarla). VOTO 5

Pes 2010

PES: Nonostante le apparenze decisamente più umili e le animazioni poco accattivanti, lo stile di gioco proposto da PES risulta maggiormente vicino alla realtà. Certo, i ritmi sono ancora veloci e quando le stelle si appropriano del pallone è troppo difficile portarglielo via, però la costruzione dell’azione è davvero più credibile di quanto avviene in Fifa. Tenere il pallone è possibile: dribbling stretti, anche se con una rosa limitata di trick e mosse, sono possibili. Proteggere la sfera non è un miraggio. Questo consente di gestire il ritmo dell’azione a piacere, e permette un suo sviluppo più coerente e ragionato, potendo poi dirigere il pallone dove si vuole, con la dovuta forza e nei tempi corretti.

Il risultato è che, quando non ci si voglia rifugiare nella fallace e comoda soluzione del dribbling prolungato, si possono imbastire delle azioni credibili e strutturate, rendendo una partita a Pes una trasposizione fedele del ‘nucleo’ di una partita di calcio. In generale si può dire di avere a disposizione un kit di evoluzioni più limitato e meno godibile alla vista rispetto a Fifa, che però aderisce maggiormente alla realtà. Oltre alle apparenze, però, come detto, alla fine di un'azione si ‘torna sulla terra’, delusi dal sistema di tiro non convincente. Non bene –anche se migliorati rispetto all'anno scorso- i contrasti fisici tra i calciatori. Complicata la fase difensiva, dove non si hanno gli strumenti adeguati a fronteggiare il poderoso incedere degli attaccanti, che riescono ad avere la meglio soprattutto grazie alle nervose animazioni tipiche del dribbling di PES. VOTO 6

 
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