Assassin's Creed II: sandbox game con gameplay variegato?

Assassin's Creed II: sandbox game con gameplay variegato?

Abbiamo provato la versione definitiva di Assassin's Creed II. Con questo seguito, lo sviluppatore Ubisoft Montreal si è posto innanzitutto l'obiettivo di rendere il gameplay più variegato, ovvero di risolvere l'unico vero limite del gioco originale. Missione compiuta?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
UbisoftAssassin's Creed
 

Gameplay

La prima domanda che viene in mente al lettore sarà sicuramente: è stato superato il problema della ripetitività del primo Assassin's Creed? Pur avendo un enorme potenziale, una splendida ambientazione e una storia accattivante, il primo action/stealth di Ubisoft Montreal soffriva per le scarse alternative che dava al giocatore sul piano del gameplay. Alla fine tutte le missioni si svolgevano secondo modalità analoghe e il giocatore aveva un ventaglio di scelte troppo poco consistente per garantire un certo livello di varietà.

La risposta alla domanda, dal nostro punto di vista è: si, ma con un compromesso. Assassin's Creed II, rispetto al suo predecessore, perde qualcosa dal punto di vista del free roaming. La serie è stata costruita intorno all'idea di lasciare il giocatore libero di esplorare le città, di procurarsi le missioni che vuole e di portarle a compimento nell'ordine desiderato. Assassin's Creed II perde molto da questo punto di vista: è più vario perché più guidato.

Gli eventi accompagnano il giocatore in maniera più stringente, e le missioni sono più variegate perché lo sviluppatore le ha pensate così: sostanzialmente, ogni missione ha una sua storia e un modo per essere completata, il che va un po' a cozzare con lo spirito iniziale di Assassin's Creed. Se possiamo fare un paragone Assassin's Creed sta a Grand Theft Auto come Assassin's Creed II sta a Mafia. La serie di Illusions Softworks (poi 2K Czech) non è per questo meno coinvolgente di quella di Rockstar North, ma sicuramente è meno godibile dal punto di vista della libertà concessa al giocatore.

Vediamo quali sono gli elementi fondanti del gameplay di questo seguito. Le componenti principali sono due: quella dei combattimenti e quella da gioco di piattaforme. I combattimenti possono coinvolgere il giocatore in campo aperto, anche con la possibilità di affrontare tanti nemici contemporaneamente, oppure essere impostati da una prospettiva stealth, in cui è opportuno agire in maniera accorta senza farsi notare dai nemici.

Ogni arma a disposizione del protagonista conferirà a Ezio un preciso modo di agire. Ad esempio, se si selezionano le due lame e ci si trova in una posizione dalla quale è possibile balzare su due guardie, Ezio agirà con un movimento repentino uccidendo le guardie senza farsi accorgere. Se invece il giocatore ha selezionato una spada, Ezio inizierà a combattere e la guardia avrà l'opportunità di difendersi. È molto importante anche la posizione della guarda in rapporto a quella di Ezio: se dà le spalle al protagonista, questi può trafiggerla senza che possa opporre resistenza.

In Assassin's Creed II sovente capita di combattere all'interno di un folto gruppo. Firenze, infatti, cadrà in una sorta di guerra civile e per le strade, in alcuni momenti, non ci saranno altro che ribelli e guardie che se la danno di santa ragione. In queste circostanze bisogna individuare con chi combattere, scegliendo il proprio target tra quelli presenti nel gruppo di combattenti.

Quanto al cuore del sistema di combattimento, questo rimane basato sugli attacchi, le parate e i contrattacchi. Con il tasto A si sferra il colpo, mentre con il dorsale si para. Se pariamo e premiamo su A nel tempo giusto avremo la possibilità di contrattaccare, e quasi sempre ciò ci dà la possibilità di scardinare definitivamente le difese nemiche. Ezio non conoscerà sin da subito tutte le tecniche di combattimento, ma nel corso di gioco ne apprenderà di nuove. Una delle novità riguarda la possibilità di disarmare gli avversari e utilizzare le loro armi. I combattimenti di Assassin's Creed II sono molto belli da vedere, coinvolgono tante persone, ma sono basati su un meccanismo troppo semplice e alla lunga ripetitivo.

 
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