Scudetto 2010, sfida al mondo dei manageriali di calcio

Scudetto 2010, sfida al mondo dei manageriali di calcio

‘Il gioco che non è solo l’efficace antagonista del ben più blasonato Football Manager ma anche il degno candidato allo scettro di simulazione manageriale definitiva’, si leggeva qualche tempo fa nel comunicato stampa di presentazione di Championship Manager Scudetto 2010. Quanto c’è di vero in queste parole?

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

La stagione 2004/2005 viene ricordata dagli appassionati di calcio digitale (e manageriale) come quella del Grande Scisma. In quell'anno, infatti, Sports Interactive lasciò Eidos per accordarsi con Sega. A Eidos rimasero le ‘briciole’: il marchio Championship Manager (nel belpaese Scudetto) e niente con cui ‘riempirlo’. SI, in casa Sega, diede vita – forte della propria esperienza e del proprio know-how – alla serie di Football Manager che divenne il metro di paragone per chiunque si volesse cimentare nella creazione di un manageriale calcistico. Ma questa è un'altra storia.

Eidos non rimase con le mani in mano: per sfruttare un marchio glorioso decise di affidarsi a Beautiful Game Studios, a cui spettò l'onore e l'onere di creare da zero un gioco che si fregiasse dell'altisonante titolatura di Scudetto.

La (triplice) sfida
Non furono anni facili. Championship Manager uscì con regolarità fino al 2009. Il gioco mantenva uno zoccolo duro di affezionati, ma non era in grado di rivaleggiare (per quantità di informazioni, precisione nel database, capacità di coinvolgimento del giocatore, realismo e carisma) con FM. Nel 2009 Eidos mise ‘in pausa’ la serie. I più pessimisti pensarono a una resa definitiva. Si sbagliavano: la sfida con Sega era interrotta, non conclusa. Gli sviluppatori di CM volevano più tempo, per cercare di sfornare un prodotto in grado di mettere alle strette il ‘mostro sacro’ FM.

Un simulatore manageriale di calcio, in ogni sua uscita, si pone due obiettivi: ricreare fedelmente il mondo del calcio moderno e innovare la propria offerta ludica, rispetto all'edizione dell'anno precedente. Beautiful Game ha cercato di raggiungere questi due traguardi, in modo da ottenere un terzo (e più ambito) successo: colmare il gap con FM e Sports Interactive.

 
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