Scudetto 2010, sfida al mondo dei manageriali di calcio

Scudetto 2010, sfida al mondo dei manageriali di calcio

‘Il gioco che non è solo l’efficace antagonista del ben più blasonato Football Manager ma anche il degno candidato allo scettro di simulazione manageriale definitiva’, si leggeva qualche tempo fa nel comunicato stampa di presentazione di Championship Manager Scudetto 2010. Quanto c’è di vero in queste parole?

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Gestione totale

Il primo impatto con CM è ambivalente: da un lato ci sono moltissimi campionati in cui giocare o da mantenere ‘in background’, per rendere la nostra esperienza più realistica e completa (sempre che il nostro Pc abbia muscoli a sufficienza). Dall'altro si nota però che il gioco possiede i diritti solo su poche di queste leghe (ad esempio la Liga spagnola): ogni calciatore è al proprio posto, i kit di ciascuna squadra, per quanto riguarda i colori, sono riprodotti in modo fedele e preciso. Però solo pochi campionati possono fregiarsi di stemmi e maglie davvero ufficiali. Appunto se vogliamo marginale, ma salta presto all'occhio.

Scelta la lega in cui cimentarsi e precisati i dati anagrafici del nostro alter ego virtuale, si arriva alla selezione del team da allenare. Al solito: le soddisfazioni (e il realismo) di una ‘scalata’ dai bassifondi del calcio mondiale sono innegabili, ma come biasimare chi vuole mettersi alla prova gestendo l'accattivante e ‘complicato’ spogliatoio del Real Madrid? Partendo dal basso si dovranno fronteggiare budget contenuti, calciatori dalle risorse limitate e campionati molto più agonistici che spettacolari. Allenando un top team, invece, la sfida consisterà nel ‘dare un gioco’ alle stelle a disposizione, scegliendo con cura come alternarle e facendo i conti con dirigenze più che impazienti.

A conti fatti la coerenza di partire come ‘signor nessuno’, da una squadra di terza o quarta categoria, sembra ancora la scelta più funzionale per godere appieno dello spirito del gioco. Soprattutto perché, in questo modo, si è costretti a pianificare al massimo la stagione in tutti i suoi aspetti: dai pochi (per motivi di budget) acquisti fondamentali (necessari per completare organici raramente competitivi), all'allenamento (da gestire con sapienza: spesso nelle leghe inferiori si hanno a disposizione giovanotti scarsi ma lesti a imparare. Vederli crescere è una delle soddisfazioni maggiori che CM regala).

CM consente di fare tutto il necessario per la crescita della propria squadra. Il menù consiste nella ‘classica’ colonna di sinistra, strutturata a tendine tematiche. Soluzione rapida, intuitiva e completa. Con pochi click si salta dalla prima squadra alla primavera, dalla gestione dell’allenamento a quella del calciomercato, passando per le comunicazioni dei media e la visione dello staff. Poco di nuovo, tutto curato. E, soprattutto, molto vicino a FM.

Buona la gestione della tattica (da sempre una delle sezioni più intriganti, nei manageriali calcistici): è possibile mettere in campo il team come più ci piace. Si parte dai moduli della tradizione, ma ciascuno di essi è completamente editabile. Sia in fase di possesso che in fase difensiva si possono selezionare con assoluta libertà le posizioni di partenza di ciascun calciatore, arricchendole con i movimenti che ogni atleta sarà portato a fare con lo sviluppo dell’azione. Come ciliegina, la possibilità di impartire ordini e atteggiamenti personalizzati, tanto a livello di squadra, quanto di singolo giocatore.

Un completo e complesso menù è dedicato al planning degli allenamenti. Di nuovo: massima libertà. Piani di lavoro ad personam, per reparto o per tutta la squadra. In questo modo si tengono i calciatori in forma, si sviluppano le loro abilità e si adattano a nuove posizioni in campo. Molte di queste funzioni possono essere demandate all'assistente allenatore (un ruolo da creare immediatamente, qualora la squadra ne sia sprovvista), ma, dopo le prime settimane di adattamento, è meglio che ci si dedichi personalmente alla loro pianificazione. Una gradita possibilità è quella dedicata alla creazione di schemi da applicare ai calci piazzati: si imposta la punizione per fasi, impartendo ordini ad ogni atleta coinvolto nell’azione. Dopodiché si può testare il tutto in campo, in una sessione d’allenamento dedicata. Utile e gratificante.

La fondamentale sezione dedicata al mercato è ben studiata: le ricerche sono ampiamente customizzabili e consentono di trovare il calciatore più adatto alle esigenze di ciascun allenatore. Interessanti la duplice funzione di scouting: da un lato c’è quella di talent-scout ‘geografico’. Si paga un collaboratore per compiere una ricerca in una determinata zona del mondo. In base ai fondi investiti e al tempo lasciato trascorrere, varieranno i risultati. Dall'altro lato c'è la classica funzione di ‘osservatore’: quando si adocchia un giocatore interessante – a meno che non sia una stella internazionale – molte delle statistiche contenute nella sua scheda non saranno accurate (di solito sono ‘drammaticamente’ gonfiate). Nella scheda stessa è presente una percentuale che certifica la precisione delle informazioni sul calciatore. L'unico modo per non ricevere ‘fregature’ è quello di far crescere questa percentuale. In che modo? Ovviamente mandando un osservatore alle partite del giocatore. Realistico e stimolante.

Una menzione merita anche il rapporto con lo spogliatoio prima, durante e dopo le gare. L'allenatore, infatti, può interagire con la squadra o con il singolo atleta scegliendo tra numerosi commenti e vari atteggiamenti. Tutto ciò influenzerà il comportamento della squadra e la ‘presa’ dell’allenatore sul gruppo. Tenetevi buoni i leader del team… soprattutto il capitano. Buona anche la gestione dei media che saranno attenti a qualsiasi avvenimento tecnico, così come a ogni rumor di mercato: una risorsa utile tanto per capire le intenzioni degli altri club, quanto per esercitare pressione sugli avversari (magari dichiarandosi, prima dello scontro diretto, interessati all’acquisto di uno dei migliori giocatori dei rivali).

 
^