Ghostbusters: il cinema incontra i videogiochi

Ghostbusters: il cinema incontra i videogiochi

L'elemento narrativo è fondamentale in quello che è considerato come uno dei videogiochi più riusciti della prima parte del 2009. In questo articolo approfondiamo l'universo Ghostbusters, parlando del videogioco, ma anche dei film passati e futuri. Include un videoarticolo.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Gameplay

Ghostbusters the Videogame è un titolo d'azione con visuale in terza persona che, per alcuni aspetti, ricorda Gears of War. Il gameplay si basa, ovviamente, sulla cattura dei fantasmi, cosa che avviene in tre fasi. Inizialmente bisogna indebolire le difese del fantasma con il flusso protonico. Comparirà una sfera vicino alla sagoma del fantasma, e una volta svuotata il fantasma sarà privo di difese. Successivamente, sempre con il flusso protonico, occorre afferrarli e scaraventarli per lo scenario di gioco, in modo da indebolirli e impedire loro di resistere.

In questa fase li si trascina per gli scenari spostando e distruggendo gli oggetti con cui vengono a contatto. Il motore fisico di Ghostbusters è in grado di gestire decine di oggetti contemporaneamente, e ciò rende molto spettacolari e appaganti queste fasi. Ghostbusters è uno dei videogiochi più avanzati in quanto a fisica tra quelli di nuova generazione.

Nell'ultima fase, bisogna spingere il fantasma dentro la trappola. Innanzitutto, con il tasto quadrato si piazza la trappola a terra e ancora con il flusso fotonico si indirizza il fantasma dentro un cono luminoso che fuoriesce dalla trappola. Occorre sbattere a destra e a sinistra i fantasmi per indebolirli e poi indirizzarli bene dentro il cono. Il tutto con gli stick analogici del joypad di PlayStation 3, che si rivelano il miglior sistema di controllo per un gioco con queste caratteristiche.

Grazie ai tanti colori, al carisma dei personaggi e dei fantasmi e all'originalità delle armi, questa componente di Ghostbusters si rivela in assoluto la più divertente, ed è un bene che costituisca la componente più frequente del gioco. Non tutti i fantasmi, però, si uccidono così, anche perché gli Acchiappafantasmi sono dotati di altre tre armi, alcune delle quali si usano come armi tradizionali e rendono Ghostbusters simile a un normale sparatutto.

La seconda arma è il raggio congelante che ha due tipi di fuoco: con uno si sparano tanti proiettili contemporaneamente come accade con i fucili a pompa, con l'altro si emette un raggio continuo. Con i lanciamelma, invece, si lancia la famosa melma verde introdotta dal secondo film. Anche questa ha due tipi di fuoco: si può lanciare la melma per indebolire i fantasmi o per rivelare porte nascoste, oppure unire due piattaforme con un filo di melma. Quest'ultima funzione agisce sulla fisica e sul peso dei corpi, e consente ad esempio di avvicinare due piattaforme, di far girare una ruota, di sganciare un peso che tiene chiusa una porta.

Infine, abbiamo il mitragliatore fotonico, che si usa frequentemente nell'ultima parte del gioco. Questo consente di indebolire velocemente i fantasmi, e rende queste fasi di Ghostbusters simili a quelle di un tradizionale sparatutto. Come si evince anche dalla descrizione delle armi, la prima parte di Ghostbusters è più fedele alla tradizione, mentre nella seconda Terminal Reality si è concessa qualche licenza in più. Riteniamo, per tutta una serie di motivi, molto più godibile la prima parte.

In questa si incontrano "vecchie conoscenze" come Slimer, la Signora in grigio, l'omino dei Marshmallow e si gioca in location viste nei film come l'hotel Sedgewick, la biblioteca e il museo. Gli scenari iniziali, inoltre, ci sembrano realizzati con maggiore cura, con migliori texture e presentano un numero di oggetti gestiti dal motore fisico più alto. Fa eccezione l'ultimo livello di gioco, ambientato in un cimitero, che invece si rivela all'altezza dei primi.

Rimane comunque più divertente, per quanto alla lunga leggermente ripetitivo, catturare i fantasmi con le trappole piuttosto che sparare come in un normale sparatutto. Inoltre, il fatto che non si può ricaricare e la lentezza delle armi rendono le fasi da sparatutto comunque poco divertenti.

Sugli zaini protonici è possibile tenere sotto controllo diversi parametri, come la salute dell'alter ego e il livello di surriscaldamento dello stesso zaino. Infatti, una volta raggiunta la temperatura massima occorre raffreddarlo (lo si fa con il tasto R1). In alcune fasi occorre usare il cosiddetto rilevatore di energia psicocinetica, il quale individua i residui lasciati dai fantasmi negli scenari di gioco. I fantasmi, infatti, in alcune circostanze si nascondono e occorre rintracciarli con questo strumento per continuare a dare loro la caccia. Quando il beep si fa più intenso e le ali del rilevatore si aprono siamo nelle vicinanza del fantasma fuggito.

Uccidendo i vari fantasmi si ottengono subito dei soldi che possono essere investiti nell'upgrade delle armi e delle trappole. Questo consente di essere molto più efficienti nelle fasi avanzate del gioco: è vero che saremo attaccati da un numero più alto di fantasmi contemporaneamente, ma il nostro equipaggio sarà più avanzato e quindi saremo più efficaci nello stordimento e nella cattura dei fantasmi. Ad esempio, le trappole agiranno più rapidamente e le armi saranno dotate di una maggiore potenza di fuoco.

Un discorso a parte meritano i boss, che richiedono diversi minuti per essere intrappolati. Questi combattimenti sono molto spettacolari, anche per le dimensioni di questi fantasmi e per le loro animazioni, oltre che per l'impatto che hanno sui livelli di gioco. Ogni mostro va ucciso in una determinata maniera che spetta al giocatore individuare, anche se gli altri Acchiappafantasmi presenti sul luogo danno ben più che semplici suggerimenti. Queste sequenze sono molto lunghe in alcuni casi, anche perché oltre i boss bisogna uccidere tutta una serie di piccoli fantasmi che vengono in soccorso proprio del boss.

Dicevamo dell'intelligenza artificiale, che purtroppo non costituisce uno degli aspetti meglio realizzati. La collaborazione con gli altri Acchiappafantasmi è comunque abbastanza scarsa, e quasi sempre dovremo essere noi a risolvere le situazioni più intricate. La presenza dei vari Peter, Ray, Egon e Winston incrementa l'immedesimazione, e vedere i loro flussi protonici contro i fantasmi ci fa sentire parte del team. Ma gli altri Acchiappafantasmi sono poco efficaci, praticamente solo le nostre armi sono così potenti da far fuori le minacce più grosse.

Paradossalmente, la recluta diventa più importante degli altri membri del team e gli stessi Acchiappafantasmi lo sottolineano con battute spiritose. Inoltre, a parte la possibilità di rianimare gli Acchiappafantasmi, non ci sono altre opportunità di collaborazione con l'intelligenza artificiale: non si possono neanche incrociare i flussi, cosa che nel film produceva un effetto devastante la cui consistenza era inizialmente ignorata dallo stesso Egon.

 
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