Ghostbusters: il cinema incontra i videogiochi

Ghostbusters: il cinema incontra i videogiochi

L'elemento narrativo è fondamentale in quello che è considerato come uno dei videogiochi più riusciti della prima parte del 2009. In questo articolo approfondiamo l'universo Ghostbusters, parlando del videogioco, ma anche dei film passati e futuri. Include un videoarticolo.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Il videogioco

L'elemento principale di GhostBusters the Videogame riguarda le modalità con cui viene raccontata la storia. L'elemento narrativo è centrale in questo prodotto, e ciò lo accomuna molto a un tradizionale film. Lo sviluppatore Terminal Reality, nell'obiettivo di riproporre i temi più fortunati della serie cinematografica, ha trovato una soluzione ottimale che rende il videogioco su Ghostbuster un'opera di intrattenimento piuttosto completa e divertente quasi come i film originali.

Quali sono le principali sfide in questo tipo di operazione? Principalmente riguardano la resa degli attori virtuali, la strutturazione della colonna sonora, il doppiaggio, il giusto ritmo tra parti giocate e parti narrate, la sceneggiatura, gli ambienti di gioco. Per alcuni di questi elementi Terminal Reality ha fatto un buon lavoro, per altri invece occorre lamentarsi di una realizzazione approssimativa che non riesce ad adampiere agli obiettivi che erano stati fissati in fase di pre-produzione.

La resa degli attori dipende principalmente da due fattori: dallo shader per le animazioni facciali e dalle animazioni del resto del corpo. Se del secondo fattore si rimane generalmente soddisfatti, qualche considerazione in più va fatta in merito alle espressioni facciali. Gli attori virtuali, infatti, sono poco realistici e solo in pochi casi riescono a trasmettere le emozioni che stanno provando: spesso, infatti, risultano artificiosi e poco credibili. Inoltre, il volto dà la sensazione di essere plasticoso, difetto che purtroppo contraddistingue più di un videogioco di ultima generazione.

In altri titoli, però, questo tipo di espressioni è realizzato meglio. Ci riferiamo agli ottimi risultati raggiunti da giochi come Gears of War 2 e Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, la cui trama è proprio basata sull'emotività dei personaggi protagonisti. Anche il vecchio Half-Life 2, da questo punto di vista, se la cavava meglio, con un sistema di animazioni facciali ormai obsoleto ma efficace (ricordate il volto di Alyx?).

Le animazioni del corpo, invece, sono ben fatte, visto che i movimenti dei personaggi ricordano quelli degli attori originali. Peter si muove con fare dinoccolato anche nel gioco, mentre Egon è sempre serio e impettito. I vari personaggi si riconoscono a volo anche a distanza, e hanno un buon impatto con gli scenari di gioco, nell'interazione con gli elementi delle ambientazioni e con le armi. Un discorso a parte, poi, va fatto sull'intelligenza artificiale, ma di questo ce ne occuperemo più avanti.

Abbiamo solo elogi, invece, per la colonna sonora. A parte il tema principale, indimenticabile, tutti i motivi sono di qualità cinematografica, sia nella realizzazione tecnica che per la musica in sé stessa. Vengono scanditi sapientemente i momenti cruciali della storia e praticamente in ogni istante c'è un fondo musicale che accompagna l'operato del giocatore. La maggior parte delle musiche si rifanno al film originale, ma c'è qualche tema nuovo.

Anche il doppiaggio è ben realizzato, e avere le voci originali dà un carisma speciale ai personaggi virtuali. L'accoppiata di animazioni e voci li fa sentire più vicini, quasi reali. Dan Aykroyd, Harold Ramis, Bill Murray ed Ernie Hudson (ovvero Winston) hanno prestato le loro voci ai personaggi ricreati digitalmente. L'accuratezza con cui è stato realizzato il doppiaggio è un altro segno di quanta attenzione sia stata riposta in queto aspetto e quanto sia importante il rapporto tra videogioco e film. Ricordiamo che il gioco è stato scritto dagli stessi Ramis e Aykroyd.

Nel videogioco di Ghostbusters ci sono lunghe sequenze di intermezzo che interrompono il gameplay vero e proprio. Da questo punto di vista ricorda un altro gioco molto narrato come Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots. Le sequenze portano avanti la storia come da tradizione e puntano ancora sulla personalità dei protagonisti. Uno shader supplementare è usato per alcune sequenze di intermezzo, più spettacolari delle altre, che rende la grafica particolarmente appagante in questi casi.

È invece deludente la sceneggiatura. La trama non è accattivante come quella del primo capitolo cinematografico, e soprattutto le battute degli Acchiappafantasmi non sono efficaci come in passato. Si evidenzia ancora una volta che la sceneggiatura del videogioco è inferiore a quella del film. Da questo punto di vista, infatti, i miglioramenti possibili sono ancora tanti principalmente perché non si riesce a sfruttare il mezzo videoludico nella maniera opportuna. Gli Acchiappafantasmi, ad esempio, si prodigano in battute durante l'azione vera e propria, ma i loro interventi sono quasi sempre fuori luogo e difficilmente fanno sorridere. Il fatto che molte frasi dei film siano rimaste così impresse e che invece quelle del videogioco non raggiungano questo obiettivo è segno di quanto stiamo dicendo. Ghostbusters, anche in Italia, rimane parlato in inglese e solamente sottotilato in italiano.

Quanto alle ambientazioni, la maggior parte di esse è molto ben realizzata, composta da un numero alto di poligoni e dotata di una palette di colori non indifferente, visto i toni sgargianti dovuti ai protoni e agli aloni che circondano i fantasmi. Molte ambientazioni, come l'hotel Sedgewick, la biblioteca pubblica e il museo di storia naturale sono del tutto speculari a quelle viste nei film, altre sono inedite. I fan del film saranno entusiasti della ricostruzione della base dei Ghostbusters, che è esplorabile a piacimento e perfettamente ricostruita sul modello originale.

Abbiamo notato una maggiore cura nella realizzazione delle ambientazioni della prima parte del gioco rispetto alla seconda parte, ma ci occuperemo di questo aspetto più avanti nell'articolo, e così sarà anche per ciò che riguarda la fisica. Per il momento diciamo solamente che i livelli di gioco di Ghostbusters sono l'hotel Sedgewick, Times Square, la biblioteca, il museo, un'isola perduta sul fiume Hudson e l'immancabile cimitero, dove l'avventura finisce.

Il giocatore impersona una giovane recluta. Terminal Reality ha pensato di evitare di fare impersonare un personaggio storico, il che avrebbe indebolito il carisma degli altri. In questo modo, inoltre, si accresce il livello di immedesimazione, visto che si collabora contemporaneamente con tutti gli Acchiappafantasmi. La recluta è impaurita e impacciata, ma man mano che si procede nel gioco diventa sempre più efficiente, fino a sovrastare gli stessi vecchi Acchiappafantasmi. Loro stessi si meravigliano dei risultati raggiunti dalla recluta con continui commenti spiritosi.

Quanto alla trama, gli Acchiappafantasmi si trovano alle prese con una nuova fuga dei fantasmi catturati in passato. All'inizio si ritrovano a combattere con "vecchie conoscenze" come Slimer, l'omino dei Marshmallow e la Signora in grigio. Presto scoprono del nuovo piano di Gozer e del coinvolgimento dell'architetto Shandor, che stavolta ha scelto una giovane dottoressa, Ylissa, per i suoi piani di conquista del mondo. Gli Acchiappafantasmi si troveranno a combattere anche nel mondo dei fantasmi e dovranno gestire i rapporti politici con il funzionario comunale Peck.

 
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