Red Faction Guerrilla: l'ultima evoluzione dei motori fisici

Red Faction Guerrilla: l'ultima evoluzione dei motori fisici

Fantascienza, complotti di grandi multinazionali e di enti governativi, nanotecnologie, virus letali, rivoluzioni e distruzione. Tanta distruzione. Questi sono gli infallibili ingredienti tradizionali della serie di Red Faction che, all'inizio di giugno (fine agosto per quanto riguarda il PC), godrà del proprio terzo capitolo, in uscita su XBox 360 e PlayStation 3.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
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Multiplayer

Nei giorni scorsi THQ e Volition hanno reso disponibile su XBox Live una versione dimostrativa multiplayer di Red Faction: Guerrilla. Il demo contiene una delle sei modalità di gioco che saranno poi presenti nella versione definitiva e due delle ventuno mappe complessive. La modalità presente è Damage Control, una sorta di Dominion, mentre nella versione di Red Faction: Guerrilla che andrà nei negozi ci saranno anche Anarchy, Team Anarchy, Capture the Flag, Siege e Demolition.

Così come per la componente single player, anche in multiplayer il grosso del gameplay di Guerrilla si basa sulla distruzione degli ambienti di gioco. La tecnologia GeoMod è praticamente presente su tutte le strutture, tanto che i giocatori possono modificare quasi nella loro interezza le mappe di gioco. Abbattere una parete, piuttosto che crearsi un varco tra le mura difensive nemiche sono alcune delle possibilità per i giocatori che, agendo sulla struttura dei livelli, possono creare tattiche e strategemmi per aggirare il nemico. Bisogna considerare, inoltre, che tutte le pareti possono essere ricostruite grazie all'arma Reconstructor, che lancia una serie di particelle che sono proprio in grado di ricreare gli edifici.

Da quanto abbiamo avuto modo di vedere con questo demo, una delle prime considerazioni che occorre fare è che Guerrilla non è uno sparatutto vero e proprio. Il passaggio dalla prima alla terza persona, infatti, si ripercuote anche sul gameplay vero e proprio, tanto che non è corretto definire Guerrilla come uno sparatutto multiplayer hardcore. È più un gioco di azione in cui i giocatori sono chiamati a formulare tattiche di attacco agendo sulla struttura degli edifici e arrecando la massima distruzione possibile.

Tutto ciò è ben evidente anche se si prendono in considerazione le armi: molte non richiedono neanche di mirare: ad esempio si può scagliare un fascio di raggi elettrici semplicemente indirizzandoli verso il nemico, poi è l'arma stessa che automaticamente penserà a centrare le parti sensibili del corpo del nemico oppure si può usare il martello negli scontri corpo a corpo con cui basta toccare semplicemente gli avversari per farli fuori. In Guerrilla ci sono due armi di base: la mitraglietta e lo shotgun, e tutta una serie di armi secondarie. Sparano raggi elettrici, raggi al plasma, palle di fuoco, razzi, mine che si attaccano ai muri e altro ancora.

Una componente fondamentale del gameplay è quella legata ai backpack. Sulle mappe sono presenti delle postazioni in cui è possibile dotarsi di backpack. Nel demo ne sono presenti solo una parte di quelli che invece saranno poi utilizzabili nella versione completa di Guerrilla. Ogni backpack ha caratteristiche differenti e sostanzialmente fornisce al giocatore che lo possiede un potere speciale. Ad esempio, il backpack Stealth lo rende invisibile per qualche secondo, il backpack Fleetfoot consentirà di correre più velocemente, Concussion creerà un'onda d'aria in grado di stordire per qualche secondo i nemici, Rhino darà all'alter ego una spinta supplementare che gli consentirà di abbattere qualsiasi tipo di parete, Jetpack consentirà di volare per qualche secondo.

La combinazione di backpack e arma impugnata rende il personaggio unico: in quel momento ha precise caratteristiche d'attacco dipendenti da questa combinazione e quindi chi lo deve attaccare a sua volta dovrà fare i conti con l'equipaggiamento del momento. È una sorta di personalizzazione dinamica del personaggio che si rivela l'elemento più azzeccato di questa componente multiplayer perché rende le partite variegate e in qualche modo tattiche.

La modalità presente in questo demo è una sorta di Dominio. Nelle due mappe ci sono degli avamposti da conquistare e difendere, e più a lungo li teniamo sotto il nostro controllo più velocemente si guadagnano punti. Le partite possono essere personalizzate in riferimento alla durata, al numero di punti da raggiungere, all'equipaggiamento iniziale, alla velocità del gioco e così via. Per impossessarsi di un punto di controllo occorre distruggere la struttura della squadra avversaria: per farlo dovremo nuovamente ricorrere all'azione bruta sfruttando l'avveniristico motore fisico di Guerrilla.

I giocatori sono dotati di un martello, Sledgehammer, che è in grado di abbattere qualsiasi struttura. Basta assestare precise martellate alla struttura per demolirla (si può intervenire anche in altri modi, ad esempio con il potere speciale del backpack Rhino) e una volta liberato lo spazio si può costruire la nuova struttura per la propria squadra attraverso il Reconstructor. Su console si può giocare in multiplayer fino in 16 contemporaneamente. Nella versione completa del gioco, inoltre, molte delle mappe multiplayer risulteranno ispirate dalle mappe per la campagna single player.

Quanto all'interfaccia di gioco, nella parte superiore destra della schermata i giocatori sono notificati sullo stato dei punti di controllo. Una bussola, inoltre, indica la loro posizione in modo che sia immediato raggiungerli. I controlli su XBox 360 prevedono il movimento lo stick analogico sinistro e la mira con quello destro. Con il dorsale sinistro si usa il backpack che in quel momento è sulle spalle dell'alter ego, mentre con il dorsale destro si scelgono le armi. Con il grilletto destro, al solito, si spara, e con A si salta.

Volition ha pensato, sempre per la versione completa di Guerrilla, anche a una modalità multiplayer da giocare, però, offline. Questa modalità si chiama Wrecking Crew e prevede di far più danni possibile alla mappa con un limite di risorse. I limiti possono riguardare il numero di proiettili, il tempo a disposizione o entrambi. All'inizio della partita ogni giocatore sceglie l'equipaggiamento da utilizzare, poi inizia a giocare e stabilisce la propria prestazione. In seguito, si passa al round successivo con un nuovo equipaggiamento.

 
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