Steampunk e sparatutto si incontrano in Damnation

Steampunk e sparatutto si incontrano in Damnation

Abbiamo provato una versione non ultimata di Damnation, l'action/adventure ad ambientazione steampunk. Il produttore lo definisce anche come sparatutto verticale per via della complessità dei livelli di gioco e per la componente da platformer.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Gameplay

Damnation viene reclamizzato con l'etichetta di "sparatutto verticale". Ciò è dovuto al fatto che il gioco sviluppato da Blue Omega Entertainment mischia le caratteristiche di due generi di gioco, platformer e sparatutto. Nei vari livelli, infatti, si alternano sezioni in cui bisogna far fuori un certo numero di minacce nemiche a sezioni in cui bisogna trovare i punti esatti per compiere i salti in modo da raggiungere piattaforme che si trovano in posizione elevata.

I livelli di gioco presentano una complessità piuttosto elevata. Una volta giunti in un punto in cui saremo chiamati a compiere tutta una serie di evoluzioni per raggiungere la piattaforma giusta la telecamera si sposterà velocemente in giro per la mappa per rendere il giocatore consapevole di quello che deve affrontare. Tetti, catene, muri, casse e altri oggetti saranno indispensabili per raggiungere le piattaforme più alte. La componente da platformer ha lo stesso meccanismo dei giochi di ultima generazione con queste caratteristiche. Si potrebbe, infatti, accomunare Damnation gli ultimi Tomb Raider o a Uncharted.

È, ad esempio, possibile saltare su una parete e ripremere il tasto del salto una volta a contatto con la parete stessa: questo catapulterà l'alter ego sulla parete di fronte. I salti nel vuoto sono all'ordine del giorno, come lo stare in equilibrio su balaustre traballanti e maledettamente sopraelevate. In definitiva, il brivido delle evoluzioni impossibili che dà questo tipo di giochi è ben riprodotto anche in Damnation: se si amano questi giochi non sarà questa la componente più noiosa.

Le fasi da sparatutto riguardano un numero di minacce molto elevato. Come vedremo nella parte riservata agli aspetti tecnici, infatti, il motore di Damnation è in grado di gestire molti poligoni e questo ha consentito agli sviluppatori di inserire tantissimi combattenti nemici in ogni singolo scenario. Non c'è la possibilità di sfruttare delle coperture, per cui bisogna agire con velocità e precisione con le armi. La visuale rimane sempre in terza persona, come in tutto il gioco, anche in queste sezioni. L'alter ego si controlla con la tastiera per gli spostamenti, mentre la mira, come da tradizione, è affidata al mouse.

Il giocatore può impiegare anche la cosiddetta Spirit Vision. Quando preme il tasto per abilitarla lo schermo si tinge di blu e i nemici vengono visualizzati in rosso. Questa modalità di visualizzazione consente al giocatore di individuare la posizione dei nemici e di agire in maniera accorta. I nemici possono essere visti anche se si trovano al di là di una parete, cosa molto utile se si considera la complessità degli scenari di Damnation, in cui si sovrappongo continuamente piattaforme ed edifici.

In alcune fasi di Damnation si sale a bordo di veicoli, ancora una volta facenti perfettamente parte dell'ambientazione steampunk, con cui si corre attraverso i canyon. I ragazzi di Blue Omega si sono sbizzarriti nel riprodurre le motociclette più improbabili e, addirittura, capita di guidare un enorme moto a tre posti (la potete vedere anche nel videoarticolo) che è in grado di accogliere anche i due co-protagonisti gestiti dall'intelligenza artificiale. Il giocatore può scegliere se guidare o se sedersi in uno dei posti di dietro e concentrarsi nello sparare ai nemici che si incontrano durante questi tratti. Le sezioni di cui stiamo parlando si rivelano gradevoli per le caratteristiche estetiche dei mezzi, che corroborano ancora l'ambientazione steampunk, ma il modello di guida è irrealistico, il che rende la guida stessa a volte poco gratificante.

La campagna single player di Damnation permette inoltre una modalità cooperativa con visuale split-screen. Ci sono anche quattro modalità di gioco in multiplayer: Deathmatch, Team Deathmatch, King of the Hill e Capture the Flag. Con la presenza contemporanea di 8 giocatori per ogni mappa, i pericoli possono venire da ogni direzione proprio grazie alle distanze e alle altezze che contraddistinguono gli ambienti.

 
^