Prototype: il personaggio più potente dei videogiochi

Prototype: il personaggio più potente dei videogiochi

Activision Blizzard ha presentato Prototype, il nuovo action/adventure su mondo open-ended in cui i giocatori prendono il ruolo di un personaggio che può letteralmente travolgere l'intera Manhattan. Diamo qualche primo giudizio sul gioco del quale abbiamo potuto provare le versioni XBox 360 e PlayStation 3.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Grafica e fisica

La tecnologia che sta alla base di Prototype, sia per la grafica che per la fisica e per l'intelligenza artificiale, è interamente sviluppata all'interno di Radical Entertainment. Diciamo che è un caso piuttosto raro visto l'esplodere delle soluzioni middleware in tutti i e tre i settori. Radical non ha usato asset dei suoi precedenti giochi, neanche di un titolo come Scarface che condivide diverse caratteristiche con Prototype perché è un altro gioco free roaming ad ambientazione urbana. D'altronde, il fatto che Prototype sia ambientato a New York e che sia contestualizzato ai giorni nostri avrebbe reso difficile il lavoro da questo punto di vista, data la diversa ambientazione di Scarface.

Radical ha quindi creato un prodotto completamente nuovo, e questo è un dato positivo perché alimenta in maniera convinta il fattore innovazione. Come detto in altre parti dell'anteprima, Prototype è sempre fluido (abbiamo avuto modo di vedere le versioni XBox 360 e PlayStation 3 e non abbiamo notato differenze rilevanti) e anzi la struttura di gioco punta proprio sulla velocità sovrumana degli spostamenti del protagonista Alex Mercer. Il gioco è così spettacolare e godibile fin dall'inizio e molto appagante per gli occhi.

Il motore grafico impiegato da Radical è stato definito Titanium. Riproduce ottimamente New York con i suoi grattacieli, i tantissimi pedoni e lo spropositato numero di macchine. Alex può interagire con quasi tutti gli elementi degli scenari, può travolgere macchine e persone, scalfire palazzi, disintegrare i veicoli come i carroarmati e gli elicotteri che gli bloccano il cammino. La città, inoltre, assume un'altra connotazione man mano che si prosegue nella storia e che l'infezione prende il sopravvento: i palazzi vengono, infatti, avvolti da membrane viscide e assumono così un'altra connotazione. Certo il dettaglio grafico non è dei migliori, ma è inevitabile se si considera la vastità del mondo di gioco e l'elevato numero di poligoni che compone lo scenario. L'impatto grafico è, in definitiva, buono e il frame rate sempre molto elevato.

La fisica è su livelli soddisfacenti e su tantissimi oggetti è calcolata in tempo reale. Sono buone le reazioni dei veicoli e delle persone ai colpi inferti da Alex e dalle sue armi sovrannaturali. Molto spesso Alex viene a contatto con tanti oggetti contemporaneamente, dando proprio la sensazione di travolgere tutto. Ad esempio, se corre per le strade travolgerà le persone, ma se procede più lentamente le sposterà semplicemente, come fa Altair in Assassin's Creed.

Anche il sistema di gestione dell'intelligenza artificiale è sviluppato internamente a Radical e ancora una volta è difficile, almeno per il momento, trovare dei difetti consistenti. Gli abitanti di New York fanno la propria vita, leggono il giornale, si recano nei negozi, parlano tra di loro. Non sembra esserci il grado di profondità che c'è in altri giochi free roaming come Grand Theft Auto IV (anche per la fisica, basta ricordarsi della tecnologia euphoria e di quanto renda nel gioco di Rockstar), ma tutto ciò non rientra nei piani di Radical, che ha voluto un gioco decisamente immediato, più snello e senza fronzoli non necessari.

 
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