Empire Total War, ovvero la simulazione della guerra

Empire Total War, ovvero la simulazione della guerra

Il quinto capitolo di Total War è talmente complesso e affinato che si può parlare di simulazione, piuttosto che di semplice videogioco. L'introduzione principale riguarda la presenza delle battaglie navali, ma ci sono novità anche nelle classiche componenti gestionale e strategica. Unica perplessità: i requisiti hardware

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Total War
 

Componente strategica

La componente strategica di Empire Total War è molto vicina alla perfezione. Il nuovo ruolo che hanno le unità sul campo di battaglia, l'influenza che ha il terreno, la disposizione delle truppe hanno ormai raggiunto quegli equilibri che ogni appassionato di strategia in tempo reale si aspetta da una simulazione, perché chiamarlo gioco da questo punto di vista è ormai riduttivo. La resa grafica, inoltre, tocca ormai vette impensabili solo qualche anno fa, con le singole unità che hanno animazioni individuali, con effetti di post-processing che rendono il tutto realistico e spettacolare, con un livello di dettaglio che consente di inquadrare anche in primo piano le unità.

Il fulcro del gameplay si basa, come sempre, sullo spostamento delle unità sul campo di battaglia e sulla loro collocazione in funzione della posizione e dei movimenti del nemico. Il giocatore deve ponderare con saggezza i tempi degli spostamenti e inquadrarli in relazione a quello che fanno le truppe avversarie. Come al solito, con il tasto sinistro si seleziona un battaglione e con quello destro lo si sposta sul campo di battaglia. Lasciando premuto il destro si imposta la formazione, determinante per coprire il campo e per determinare il raggio di azione delle proprie unità.

I militari con i moschetti assumono un ruolo ancora più centrale di quello che avevano nella serie Medieval. Con l'avanzare della tecnologia, le armi sono più precise e veloci nei tempi di ricarica e tutto questo è ben reso nel gioco. La cavalleria, d'altronde, perde in importanza e può essere intercettata dallo sparo dei moschetti anche se si sposta velocemente sul campo di battaglia. L'artiglieria è ancora efficace e può agire su lunghissime distanze.

Il terreno ha un ruolo determinante. Le mappe contengono collinette, corsi d'acqua, boschi, prati coperti di erba: e ognuno di questi elementi può essere sfruttato nelle proprie strategie. Attraversare un fiume comporta un rallentamento nei movimenti dei soldati, mentre truppe disposte su una collina, grazie alla migliore visuale, sono più agevolati rispetto a chi sta sotto. La mappa è così ben definita e così ampia che dagli occhi del giocatore è percepita come un mondo vivo e a sé stante. Si possono scorgere esplosioni, soldati che scappano, ma anche tranquille abitazioni magari lontane dal centro del conflitto o fiumi che di volta in volta possono essere ricoperti di sangue e di cadaveri su cadaveri, ma anche presentare un tranquillo fluire di acqua con i riflessi degli alberi.

L'obiettivo nelle battaglie terrestri rimane quello di ridurre il morale delle unità avversarie. Quando il proprio battaglione è troppo decimato dal nemico, i soldati rimasti si impauriscono e si danno alla fuga non rispondendo più agli ordini del proprio generale. Il gioco visualizza questo stato d'animo dei soldati rendendo il loro vessillo di colore bianco in luogo del tradizionale colore del loro reggimento. Due novità di secondaria importanza riguardano, invece, la possibilità di poter ordinare alle unità di fanteria di piazzarsi dentro gli edifici e a quelle di cavalleria di abbandonare i propri cavalli e di proseguire a piedi.

L'intelligenza artificiale di Empire Total War è decisamente migliorata rispetto ai precedenti capitoli di Total War. Le unità nemiche sono adesso in grado di impiegare tattiche avanzate e molto complesse. L'accerchiamento, ad esempio, è adesso usato frequentemente e spinge le nostre unità a trovarsi al centro mentre i soldati nemici compongono un cerchio intorno a loro. Ciò impedisce ai nostri di fuggire e di trovare un punto debole nello schieramento delle unità avversarie, il che favorisce il decadimento del morale e la loro fuga dal campo di battaglia. A parte la tattica dell'accerchiamento, il nemico è sempre sagace e sa sfruttare il terreno e la sua eventuale superiorià numerica o strategica.

 
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