Ritorna il re. Provato Street Fighter IV

Ritorna il re. Provato Street Fighter IV

Abbiamo avuto modo di provare una versione beta di Street Fighter IV a poche settimane dal lancio del picchiaduro più atteso. Impressioni, gameplay, analisi dei personaggi e un videoarticolo.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Non si è mai potuto smettere di giocare completamente a Street Fighter. Nel corso degli anni, Capcom ha sempre trovato il modo di ricordare ai videogiocatori di tutto il mondo che 198 secondi passati a combattere usando calci, pugni, improbabili proiezioni e quasimistiche sfere di energia è tempo speso bene. Molto bene. La software house nipponica, a suo tempo, si è pressoché inventata un genere (o per lo meno ha capito come farlo funzionare sul serio, con la dovuta qualità), lo ha premiato con il giusto carisma ad ogni uscita e si è impegnata –nel corso degli anni- per ‘tempestare’ il giocatore con aggiornamenti, espansioni, nuove versioni.

Quello che i giocatori si sono trovati tra le mani nel corso di –ormai- oltre 20 anni, sono una story-line complicatissima, un cast di personaggi sterminato e, soprattutto, picchiaduro di (quasi sempre) eccelsa qualità. Tralasciando i cross-over (vs snk, vs Marvel, meritevoli spesso e volentieri), i cambiamenti di genere (Puzzle Fighters, encomiabili divertissement) e i disastri (la saga 3d Street Fighter EX -che Capcom decise di realizzare, con poca maestria, sull’onda del successo di questa nuova tipologia di picchiaduro- su cui mi rifiuto di spendere altro inchiostro), a tutt’oggi la vera ‘saga’ conta tre filoni ‘puri’: Street Fighter II, Street Fighter Alpha e Street Fighter III. Giochi di classe, con personaggi carismatici e innovazioni realizzative e di gameplay possenti. Non tutti della medesima qualità, ovvio, ma sempre prodotti rimarchevoli. L’ultima ‘puntata’ della terza ‘serie’ (ovvero Street Fighter III, 3rd Strike) usciva nel 2000. Nove anni fa.

Ma già diversi anni prima quest’ultima zampata del leone, il genere del picchiaduro, specialmente se in 2d, agonizzava. Nonostante la ricca schiera dei cloni di qualità: Fatal Fury/KOF, Guilty Gears, Mortal Kombat e compagnia zoppicavano dal punto di vista del gradimento presso il pubblico dell’era Playstation. Così come il prodotto di Capcom. Decisamente meglio, almeno nei primi anni dell’era a 32bit, andava per i picchiaduro in 3d: Virtua Fighter, Tekken, Soul Calibur sembravano incarnare quello che la nuova generazione intendeva per ‘lotta’ (la stessa Capcom cedeva alla tentazione: Street Figther EX… Ah, no… NON ne parlerò).

In realtà la concorrenza 2d-3d era un falso problema: un giocatore accorto non può prendere come alternativi un capitolo qualsiasi della saga di Soul Calibur o Tekken con uno di Street Fighter o King of Fighters. Da un lato combo e rimo, serie di pugni e calci, prese. Dall’altro più ragionamento, mezze lune, bolle energetiche e salti. Un approccio, insomma, pesantemente diverso. Chi ci ha giocato lo sa. Basti notare che un eccellente streetfighter non è automaticamente (anzi…) un buon lottatore di Tekken. Comunqua, la stessa serie Alpha di Street Fighter, il cui capitolo terzo raggiungeva vette assolute per quanto riguardava la realizzazione tecnica, la varietà di stili di gioco e la ricchezza di modalità, restava un prodotto che buona parte degli utenti a 32bit giudicava ‘datato’. Street Fighter III -che invece dimostrava un coraggio formidabile, creando quasi totalmente un roster ex-novo ed andando ad introdurre novità molto pesanti a livello di gameplay (su tutti il parry system)- oltre a non convincere gli utenti giovani (che senza 3d non respiravano), faceva storcere più di un naso anche ai fan più affezionati. In più si legava –almeno all’esordio- alla sfortunata ultima console di casa Sega.

Dopo quasi 10 anni da quest’ultima incarnazione, dopo una crisi abbastanza generica del picchiaduro (ormai anche i capolavori in 3d accusano un calo sensibile, a livello di vendite), Capcom ha deciso di risvegliare il Re. Nella sua accezione più pura, con tutto il suo potente patrimonio di carisma e credibilità. Prova ne è il fatto che non si sono aggiunti suffissi strani alla titolazione. Ma solo un numero: IV. È il ritorno del Re.

Nessuno sa picchiare come uno streetfighter: qualità e quantità non mancano in casa Capcom. Carisma. Infatti l’hype, non appena si è vociferato della preparazione di un quarto capitolo della saga, è salito a dismisura. L’onore e l’onere di risvegliare il sovrano, incarnandolo in una versione next-gen, HD, è tocatto a Yoshi Ono e, alla fine di febbraio, il picchiaduro più atteso dell’ultimo lustro, arriverà nelle case di tutti gli appassionati.

La beta testata è ancora piuttosto limitata: pochi scenari, poche modalità. Di fatto si può giocare una sorta di arcade-story mode (rigorosamente privo di ogni cut-scene o dialogo) in single player oppure si può sfidare –offline- un altro utente.

 
^