Monolith torna a far paura: ecco F.E.A.R. 2

Monolith torna a far paura: ecco F.E.A.R. 2

La software house di Blood, Shogo, Aliens vs Predator 2 e No One Lives Forever ha presentato F.E.A.R. 2: Project Origin, il seguito di uno degli shooter di maggior successo degli ultimi anni. slow motion e tensione alle stelle sono ancora i cardini della serie. All'interno un'intervista a Dave Matthews, art leader principale di Monolith Productions.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Alma è tornata: dopo una serie di tribolanti vicende dovuti alla licenza sul nome, il pubblico videoludico potrà godere di una nuova esperienza con F.E.A.R., lo sparatutto che ottenne un grande successo nel 2005 grazie alla tensione che sapeva infondere ai giocatori, all'ottimo gameplay basato sullo slow motion e il rallentamento del tempo e alla stabile piattaforma tecnologica che si faceva apprezzare principalmente per la gestione della fisica e per l'intelligenza artificiale.

FEAR 2 ha rischiato di non vedere la luce per tutta una serie di vicende legate alla licenza sul nome e sui personaggi. Fino a poco tempo fa, infatti, era conosciuto con il nome di Project Origin, il che avrebbe limitato molto lo sviluppatore Monolith nella stesura della storia e nella caratterizzazione dei personaggi, come ci spiegherà Dave Matthews, art leader principale di Monolith, nell'intervista che abbiamo avuto modo di fare e che proponiamo nella seconda parte di questo articolo.

La contesa sul nome era nata dopo l'acquisizione di Monolith Productions da parte di Warner Brothers Interactive Entertainment, la società che produce questo seguito. Monolith aveva invece realizzato il primo capitolo sotto l'egida di Vivendi Universal Games. Per stabilire un nome per il seguito di F.E.A.R., Warner Bros. e Monolith hanno addirittura bandito un sondaggio nel giugno del 2007 presso la comunità dei giocatori, il cui esito aveva promosso proprio il titolo di Project Origin. Il nuovo capitolo della serie, in ogni caso, porta avanti le vicende esattamente dal punto in cui erano state interrotte nel predecessore.

Poco prima della fine di FEAR, una squadra delle Forze Speciali viene inviata a svolgere una missione apparentemente di routine quando la città di Auburn viene sconvolta da un'esplosione di origine soprannaturale. Alma, una ragazza dai poteri immensi e assetata di vendetta, ha scatenato la sua furia sulla città, gettandola nel caos. La squadra dovrà vedersela con un terribile nemico, cercando al tempo stesso di trovare un modo di fermare Alma e portare allo scoperto le misteriose forze soprannaturali schierate contro di loro.

Il giocatore impersona un soldato diverso rispetto a quello del primo capitolo. In FEAR, infatti, l'alter ego era riconosciuto con il generico appellativo di apripista. Adesso invece si impersona Michael Becket, membro della squadra Delta che deve arrestare Genevieve Aristide, presidente dell'Armacham Technology Corporation. Si tratta della società esperta in ricerche di natura militare che conduce anche oscuri esperimenti "poco convenzionali" all'interno di strutture segrete sotterranee.

Quando uno di questi esperimenti prende una brutta piega, dando avvio alla furia distruttiva di Alma, la compagnia di Genevieve Aristide ingaggia le due squadre d'assalto, FEAR, ovvero First Encounter Assault Recon, da cui prende il nome il gioco stesso, e SFOD-D, protagoniste rispettivamente del primo e del secondo FEAR. Ben presto, in entrambi i casi, i soldati delle squadre d'assalto si ribellano contro la compagnia e cercano di bloccare i suoi diabolici piani.

Due parole vanno spese anche sullo sviluppatore Monolith Productions, perché è una delle software house principali nel campo degli sparatutto in prima persona. Il primo gioco degno di nota lo pubblica nel 1997, si tratta di Blood. È un FPS la cui storia è ancora di tipo paranormale e che si concentra soprattutto sull'alto livello di gore. Un seguito di Blood viene rilasciato un anno più tardi. Da ricordare anche Shogo: Mobile Armor Division, uscito nel 1999, avventura interplanetaria a bordo di giganteschi robot con un arsenale di armi decisamente potente. Blood II: The Chosen e Shogo utilizzavano la prima versione della tecnologia Lithtech che, in una veste ampiamente potenziata, sta alla base anche dei due FEAR.

Nel 2000, Monolith è artefice anche dell'ottimo No One Lives Forever, sparatutto in prima persona contestualizzato in un'atmosfera canzonatoria da spy-story anni '60. Il gioco ha una protagonista femminile, la super spia Cate Archer. Un seguito, altrettanto interessante, di NOLF è stato rilasciato nel 2002. Un altro gioco di Monolith che sarà ricordato da chi scrive negli anni è Aliens vs Predator 2, datato 2001. Il livello di tensione di questo titolo era su altissimi livelli. Oltretutto si giocava nei panni di marine, di alieno e di Predator.

Sono di Monolith anche Tron 2.0 e The Matrix Online. Il primo è l'ennesimo sparatutto in prima persona con ambientazione ripresa dal mondo del cinema, ricalca infatti un film Disney degli anni '80. Si vestono i panni di Jet, un talentuoso programmatore che entra nel mondo virtuale in cerca di suo padre. Gli ambienti di gioco sono stilizzati per ricreare il mondo virtuale in cui si ambientano le vicende. The Matrix Online è un MMORPG che ha avuto scarsissimo successo e che dava ai giocatori la possibilità di entrare nell'universo della trilogia di film Matrix, prodotta dalla stessa Warner Bros.

Prima di FEAR 2, Monolith si è concentrata sui due Condemned. Si tratta di giochi d'azione basati sui combattimenti ravvicinati, ancora una volta incentrati sull'alto livello di violenza e basati sulla stessa piattaforma tecnologica del primo FEAR. Si contraddistinguevano per la possibilità di impiegare gli oggetti degli scenari come armi contundenti.

 
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