Spore: l'evoluzione della specie inizia con un editor

Spore: l'evoluzione della specie inizia con un editor

Il rilascio dell'editor di creature per Spore contribuisce a produrre hype intorno all'atteso e potenzialmente rivoluzionario gestionale pensato da Will Wright. Ne approfittiamo per analizzare il suddetto editor e il resto delle caratteristiche di Spore. Il gioco è previsto nei formati PC, Mac, Nintendo DS, iPhone e Wii.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Quinta fase: spazio

Adesso il giocatore può viaggiare nello spazio e colonizzare e adattare alle proprie esigenze i vari pianeti. Lo strumento più avanzato è denominato Genesis e consente di rigenerare un pieneta prima morto. Il giocatore comunque può influire in diversi modi sulla conformazione e sulle caratteristiche geologiche basilari dei pianeti. Questa fase è stata associata a SimEarth, Destroy All Humans!, Incontri ravvicinati del Terzo Tipo, Star Trek e 2001: Odissea nello Spazio. Come vedremo, la struttura di gioco diventa aperta, come nei cosiddetti sandbox games.

Un pianeta inizialmente ospitale può diventare, a causa dell'evoluzione geologica, improvvisamente inospitale. L'Ufo di cui dispone il giocatore può pompare nell'atmosfera dei gas come l'anidride carbonica al fine di aumentare la quantità di gas serra. Tutto ciò causa l'innalzamento degli oceani e la conseguente inondazione delle città poste sulla costa. A lungo andare, questo processo comporta la completa desertificazione del pianeta. Il giocatore può influire anche sulle orbite delle comete e fare in modo che abbiano un impatto sui pianeti, il che potrebbe provocare la fuoriuscita dell'acqua che è intrappolata nella crosta; oppure può forzare i volcani per farli eruttare, il che comporta l'incremento dell'atmosfera.

Per evitare gli inconvenienti naturali, i giocatori possono costruire le proprie città sotto terra o all'interno di enormi bolle. In quest'ultimo caso si tratta di vere e proprie arcologie, ovvero di enormi edifici in grado di mantenere un'ecologia interna. Nel momento in cui i pianeti diventano più abitabili è possibile rinunciare a questi espedienti, ad esempio si possono fare svanire le bolle.

Durante l'esplorazione degli altri pianeti, il giocatore può scandagliare la superficie e raccogliere informazioni da inserire in un database. È anche possibile prelevare le creature locali e trasportarle in un altro pianeta. Queste creature possono rivelarsi utili nella combinazione genetica con altre creature, consentendo di creare esseri che condividono caratteristiche con gli esseri genitori ma che in realtà ne costituiscono un'evoluzione.

Inoltre, installando un monolite su un pianeta (che ricorda quello di 2001: Odissea nello Spazio) si accelererà l'evoluzione delle specie che abitano quel pianeta: sarà quindi possibile tornarvi in un secondo tempo e vedere come le varie specie si sono evolute. Sui pianeti deserti si trovano artefatti dai poteri sconosciuti: possono, ad esempio, migliorare le caratteristiche dell'Ufo. Secondo Maxis, l'universo di Spore si costituisce di oltre 4 miliardi di pianeti. Inoltre, lo spazio è popolato da elementi come supernove, nebulose, buchi neri.

Per stringere relazioni con abitanti degli altri pianeti occorre esplorare lo spazio e individuare i pianeti abitati. Spostando il mouse su un pianeta, infatti, potremo captare dei segnali radio, il che indica che in quel determinato pianeta ci sono forme di vita evolute. Le creature che si trovano sui vari pianeti, al solito, vengono prelevate dal server ufficiale, e quindi si tratta, nella maggior parte dei casi, di creazioni di altri giocatori. Nel momento in cui l'Ufo raggiunge un pianeta che ancora non si conosce, cercherà di stabilire un contatto o militare o pacifico. Nel primo caso lancerà missili, nel secondo cercherà di comunicare con gli indigeni attraverso un sistema musicale simile a quello celebre di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo.

Inoltre, si può anche mandare un ologramma di sé stessi in modo da comunicare in maniera più diretta con le popolazioni locali. L'intelligenza artificiale può reagire con la forza o in maniera pacifica, a seconda della personalità e del comportamento stabiliti dall'utente che ha creato la specie che adesso viene gestita dall'IA. Il giocatore può inoltre creare delle federazioni stellari, promuovendo delle coalizioni a livello diplomatico, o può provocare il disfacimento di associazioni per mezzo di guerre. Si può anche distruggere istantaneamente un intero pianeta se si dispone dell'arma adeguata, sulla falsariga della Morte Nera di Star Wars. Queste armi possono essere utilizzate, dalle popolazioni nemiche, anche ai danni dei pianeti che il giocatore controlla: in questi casi è chiamato a difendersi.

L'ultima sfida per il giocatore è fronteggiare una malvagia razza aliena conosciuta con il nome di Grobb. Si tratta di robot dotati delle tecnologie più avanzate e delle armi più potenti. Infine, occorrerà raggiungere il quasar che si trova al centro della galassia, protetto in maniera accurata dai Grobb. Spore, d'altronde, non ha una vera e propra fine perché il giocatore può decidere di proseguire anche all'infinito, il che conferisce al gioco di Maxis quella struttura da sandbox game a cui accennavamo prima. Il giocatore, inoltre, ha sostanzialmente il controllo di ciascuno degli elementi presenti nella fase spaziale e, inoltre, può tornare indietro e giocare una delle precedenti fasi di Spore.

In definitiva, in questa fase, Spore dà il meglio di sé perché vengono portate alle massime conseguenze le componenti di personalizzazione e di interazione con l'intelligenza artificiale. Aiutare le altre popolazioni, scambiare con loro le conoscenze, collezionare nuovi oggetti e nuove tecnologie, portare a compimento delle missioni, esplorare, combattere sono alcune delle possibilità concesse dalla fase spaziale di Spore.

 
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