PlayStation Portable Dossier

PlayStation Portable Dossier

Una panoramica sull'universo che ruota attorno la PSP di Sony: dalle caratteristiche tecniche all'evoluzione della piattaforma e delle sue funzionalità, passando per gli oscuri lidi di downgrade, custom firmware e pirateria, e sbirciando oltre l'orizzonte, verso il futuro della console portatile più avanzata del mercato.

di Antonio Rauccio pubblicato il nel canale Videogames
SonyPlaystation
 

Downgrade, Custom Firmware, Pandora & Co.

La possibilità di eseguire software non protetto con firma digitale, ha eletto il firmware 1.50 come quello più desiderato dai possessori di PSP per molto tempo, sia per l'utenza che non vedeva l'ora di poter far girare sulla propria console portatile programmi amatoriali o personali, sia per quella interessata principalmente a far girare copie ISO dei giochi. Sono cominciate a proliferare numerosissime pagine web, che descrivevano minuziosamente come passare dalla versione del firmware installata sulla propria PSP alla 1.50. È nato così il downgrade per PSP, ossia l'operazione inversa all'aggiornamento del firmware: anziché portarlo normalmente alla versione ufficiale più recente e completa, si perseguiva l'obiettivo opposto, pur sapendo di fare delle rinunce in termini di funzionalità.

Infatti, Sony ha cercato di arginare il fenomeno principalmente rendendo le nuove versioni del firmware sempre più appetibili, aggiungendo via via numerose funzionalità, nuove applicazioni (come quelle descritte nel precedente paragrafo) ed estendendo il range dei formati multimediali compatibili. Inoltre le PSP nuove di fabbrica venivano già vendute con un firmware aggiornato all'ultima versione disponibile (e non più con l'1.50) e gli stessi UMD originali ad un certo punto richiedevano firmware aggiornati per poter girare. L'obiettivo era quello di mettere gli utenti PSP dinanzi alla scelta: o fare il downgrade e tenersi il firmware 1.50 senza aggiornamenti e nuove funzionalità (ad esempio, senza poter navigare sul web con il browser) e magari senza poter far girare l'UMD appena comprato, oppure aggiornare il firmware e in sostanza seguire la via della legalità.

Sony PSP

Ma come spesso accade, dal web è arrivata la terza via: i Custom Firmware, ossia versioni modificate dei firmware più recenti, che pur mantenendo la principale prerogativa dell'1.50 (l'eseguibilità di software senza firma digitale), possiedono tutte le caratteristiche e le funzionalità avanzate dei corrispettivi ufficiali che replicano.

Inoltre sono state incorporate all'interno dello stesso XMB applicazioni aggiuntive (come l'ISO Loader), possibilità di modding hardware (ad esempio l'overclock) e supporto a nuovi formati (come il CSO, una versione compressa degli ISO). È nata così una produzione parallela: ad ogni nuovo firmware ufficiale rilasciato da Sony, dopo qualche tempo viene rilasciata la relativa versione customizzata. Principale esponente del modding PSP e padre dei Custom Firmware è Dark Alex, un talentuoso programmatore spagnolo, ingegnere informatico, a cui si deve praticamente tutto ciò che è possibile fare sulla PSP oggi.

Sony PSP

Anche l'ultimo baluardo di Sony contro il downgrade è in breve crollato. Infatti, il downgrade alla versione 1.50 era possibile solo da console su cui girava un firmware affetto da uno dei bug descritti in precedenza. Da una certa versione in poi questi bug sono stati tutti corretti e in sostanza il downgrade doveva risultare impossibile. Invece quelli che sono considerati ormai i soliti noti dell'hacking PSP hanno aperto una breccia anche in questo limite con la Pandora Battery, ossia una versione modificata della batteria PSP che, tramite lo skip della lettura della EEPROM, porta la console allo stato "service" (ossia al firmware 1.50). Tale operazione è assai comune nei centri di assistenza Sony, che utilizzano un dispositivo simile (detto Jigkick), per recuperare e correggere problemi software o di firmware delle console in riparazione.

Sony PSP

I metodi e i software legati all'hacking e al modding della PSP sono una materia in continua evoluzione, e la nostra è stata una panoramica generale non esaustiva, ma solo indicativa, per dare l'idea del fenomeno e delle sue dimensioni. Per chi volesse approfondire l'argomento, basta utilizzare Google con alcune delle parole chiave ampiamente utilizzate in quest’articolo. Certamente l'ambito è poco limpido: il confine tra quello che si può legalmente fare su un apparecchio pagato con i propri soldi e ciò che è illegale e viola i diritti d'autore e di copyright è molto labile. Sicuramente ciò che è assolutamente illegale è scaricare ISO di giochi che non si possiedono e farle girare sulla propria PSP.

Inoltre il downgrade e l'utilizzo di homebrew e custom firmware non sono esenti da rischi. Quello più comune è noto col nome di "brickaggio", ossia il blocco delle funzionalità che rende la PSP un mattone (dall'inglese "brick") inutilizzabile. È causato principalmente da un flashing anomalo nella procedura di downgrade oppure da instabilità o bug di firmware customizzati o software amatoriali che commettono qualche operazione impropria che provoca un danno ai file della memoria flash0.

Il brickaggio ha diversi gradi di gravità in base allo stato della PSP al momento del crash: oggi è possibile "debrickare" le PSP "brickate" con la Pandora Battery o con appositi tool incorporati nei Custom Firmware (come il "Despertar del Cementerio" di Dark Alex), ma spesso la PSP rischia di non essere più recuperabile. Uno dei rischi più pericolosi è certamente quello legato alla creazione via hardware di una Pandora Battery, impedendo "fisicamente" al circuito di leggere la EEPROM: basta una disattenzione, una saldatura impropria, per far esplodere le celle al litio di ioni nella batteria PSP.

 
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