Frontlines dichiara guerra a Call of Duty e Battlefield

Frontlines dichiara guerra a Call of Duty e Battlefield

Analizziamo lo sparatutto in prima persona sviluppato da Kaos Studios. Diverse caratteristiche lo accomunano ai capolavori di Infinity Ward e di DICE, ma ciò non esclude la presenza di interessanti novità. Il gameplay è incentrato sulla difesa di obiettivi che segnano il confine della linea di fronte.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Call of DutyBattlefield
 

Introduzione

Frontlines: Fuel of War è uno sparatutto in prima persona contestualizzato in un futuro alternativo dove due grandi coalizioni si danno guerra. Gli scontri si svolgono nell'Asia Centrale, devastata, come il resto del mondo, dalla crisi energetica globale, dal decadimento ambientale e dalla depressione economica. La campagna single player segue le vicende di un gruppo elitario di soldati facenti parte della Coalizione Occidentale, i cosiddetti Randagi, e combattono contro l'Alleanza della Stella Rossa per controllare le principali risorse dell'economia mondiale.

In termini concreti, si tratta di una sorta di via di mezzo tra Battlefield 2 e Call of Duty 4, anzi diciamo subito che le somiglianze con questi due capisaldi dell'industria dei videogiochi sono decisamente evidenti. È vero che lo sviluppatore Kaos Studios ha pensato a degli elementi di diversificazione, come la presenza dei droni, le meccaniche di gioco incentrate sulle linee di fronte, la possibilità di personalizzare il proprio alter ego, ma nella sostanza, in single player, Frontiles ricorda da vicino il quarto Call of Duty e in multiplayer ha analogie sia con lo sparatutto di Infinity Ward sia, soprattutto, con il capolavoro di DICE.

Come vedremo nel corso dell'articolo, tuttavia, gli spunti di interesse ci sono, così come le potenzialità per avere un titolo valido, perlomeno sui livelli di un altro sparatutto multiplayer come Enemy Territory: Quake Wars. Lo sviluppo è ormai giunto alla fase conclusiva e, grazie al fatto di aver potuto giocare una versione pressoché definitiva del gioco, nel corso dell'articolo daremo qualche valutazione preliminare, pur ricordando che siamo ancora in sede di anteprima.

Tecnologicamente Frontlines è su buoni livelli visto che il motore Unreal Engine 3 garantisce un numero di poligoni alto, il che consente di avere delle mappe dettagliate e molto grandi. La versione beta che abbiamo provato mostrava delle lacune in relazione al dettaglio delle texture, soprattutto su XBox 360, ma riteniamo che possa trattarsi di un problema arginabile in sede di ottimizzazione. L'intelligenza artificiale è invece curata internamente a Kaos Studios, così come la fisica.

Due parole le spendiamo anche sul team che ha curato lo sviluppo di Frontlines. Kaos Studios ha sede a New York e, sostanzialmente, lo sparatutto di cui stiamo parlando è il primo progetto completo su cui lavora. La software house ha raccolto molti dei membri di Trauma Studios, software house fondata nel 2003 che si è contraddistinta per la creazione di Desert Combat, il mod di maggior successo per Battlefield 1942. Nel settembre del 2004 DICE acquisì Trauma Studios e indirizzò molte delle risorse della software house nello sviluppo di Battlefield 2. Dal gennaio 2006, Trauma Studios diviene Kaos Studios ed entra nell'orbita di THQ.

 
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