L'era dei sandbox games: Assassin's Creed

L'era dei sandbox games: Assassin's Creed

A un mese dal rilascio di Assassin's Creed raccogliamo tutte le informazioni diffuse da Ubisoft a proposito del gameplay e del comparto tecnico. Assassin's Creed spinge in avanti i limiti tecnologici, e non solamente per ciò che concerne la grafica, ma anche per l'interazione personaggio-ambiente

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
UbisoftAssassin's Creed
 

Introduzione

Nuova generazione troppo spesso ha voluto dire grafica avanzata, fisica accurata, supporto audio avveniristico. Ma troppe poche volte è equivalso a dire gameplay evoluto e libertà d'azione per il giocatore. Assassin's Creed inaugura l'era dei sandbox games di nuova generazione e lo fa attraverso un impianto tecnologico in grado di supportare un gameplay senz'altro originale.

Assassin's Creed è un sandbox game perché il giocatore è libero di agire in una città che vive di ritmi naturali propri, in cui i personaggi gestiti dall'intelligenza artificiale non dipendono necessariamente dal giocatore. Ubisoft Montreal ha allestito per l'occasione una piattaforma tecnologica, lo Scimitar Engine, che si preannuncia in grado di offrire uno spessore non indifferente, con una mole di possibilità mai viste sul piano del gameplay.

Il giocatore può interagire con qualsiasi elemento che costituisce le città: le persone, gli edifici, gli animali. L'ambientazione è quella medievale. Il contesto storico è stato particolarmente curato, e ciò è evidente soprattutto nella ricostruzione delle città. Per Assassin's Creed è stata ricostruita un'intera regione geografica, comprendente tre città. Ognuna di esse ha una precisa ambientazione, vi si respira una peculiare atmosfera e vi si trovano specifiche missioni.

La città che abbiamo imparato a conoscere attraverso i media rilasciati è Acre, ovvero San Giovanni d'Acri, nell'attuale Israele. Questa presenta una caratteristica palette cromatica che privilegia il colore blu. La città è sotto il controllo degli europei e presenta segni di una forte devastazione dovuta al recente conflitto. La seconda città è Damasco, ricoperta di mercati e di moschee. Sono stavolta prevalenti i colori vivaci, per via soprattutto del vicino deserto. Infine, abbiamo Gerusalemme, punto d'incontro di diverse culture e città dalle mille sfaccettature.

Alle città vanno aggiunte le campagne, i deserti, le foreste, le zone montuose. Quando ci si sposta da una città all'altra il gioco si interrompe per qualche secondo (sostanzialmente il tempo del caricamento della nuova area) anche per dare l'idea del trascorrere del tempo necessario agli spostamenti. Il giocatore, oltre che a compiere il viaggio manualmente, può montare su una carovana o su altri mezzi di trasporto analoghi.

 
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