ET Quake Wars: id Software ritorna al multiplayer

ET Quake Wars: id Software ritorna al multiplayer

A pochi giorni dal rilascio definitivo del gioco, facciamo il punto della situazione sulle varie caratteristiche di Enemy Territory: Quake Wars. id Software torna con un progetto ambizioso, seppure non sviluppato internamente, in ambito multiplayer, sfidando gli attuali leader del settore Battlefield e Unreal Tournament.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Battlefield
 

Introduzione

Tra le armi vincenti del primo DooM (1993) vi era certamente anche il supporto per il gioco in multiplayer. D'altronde, un passo avanti fondamentale in questo campo è stato realizzato da Quake III Arena (1999). Con questi due titoli, id Software ha rivoluzionato il modo di intendere gli sparatutto multiplayer, sancendo dei canoni che poi sarebbero stati ripresi in tanti altri titoli. Tuttavia, la software house del Texas non ha creduto più nel gioco online dopo Quake III Arena, si è dedicata al progetto DooM 3 e, anche per ciò che concerne i progetti "satelliti", non si è più impegnata nella realizzazione di prodotti realmente competitivi da questo punto di vista.

Ci riferiamo ovviamente agli sparatutto multiplayer adrenalinici, proprio sulla scia di Quake III Arena o Unreal Tournament. Proprio Epic Games, e proprio con gli Unreal Tournament, ha preso lo scettro in questo settore, mentre id Software sembrava lasciare, quasi volontariamente, il campo. Enemy Territory: Quake Wars, a distanza di anni, rinnova la sfida con Epic. Magari non ha le stesse velleità di Unreal Tournament III, ma certamente è in grado di catturare le attenzioni di moltissimi appassionati del genere.

La storia di Enemy Territory ha inizio nel 2003. Pensato inizialmente come un'espansione completa per lo sparatutto Return to Castle Wolfenstein, sviluppato da Gray Matter Interactive e da Nerve Software, Enemy Territory in seguito è stato rilasciato come un semplice mod gratuito comprendente la sola modalità multiplayer. Questa decisione è stata presa allorché ci si è accorti di non poter rifinire adeguatamente la componente single player dell'espansione. Il risultato è che Enemy Territory ha un successo straordinario presso i fan di RTCW, diventando uno dei mod più acclamati in assoluto.

Splash Damage, memore di quel successo, e forte dell'alleanza con id Software, ritenta la strada del multiplayer, con un progetto stavolta completo in ogni dettaglio e basato su una tecnologia grafica innovativa secondo alcuni aspetti e certamente ambiziosa secondo altri. Ci riferiamo alla tecnologia MegaTexture, la quale, sulla carta, consente di implementare le caratteristiche del motore di DooM 3 anche in presenza di ampi spazi aperti.

D'altronde, gli spazi aperti sono fondamentali in un gioco come Enemy Territory: Quake Wars. Il titolo di Splash Damage si configura, infatti, come una sorta di via di mezzo tra Unreal Tournament e Battlefield: spiegheremo più avanti perché utilizziamo una definizione del genere.

 
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