ET Quake Wars: id Software ritorna al multiplayer

ET Quake Wars: id Software ritorna al multiplayer

A pochi giorni dal rilascio definitivo del gioco, facciamo il punto della situazione sulle varie caratteristiche di Enemy Territory: Quake Wars. id Software torna con un progetto ambizioso, seppure non sviluppato internamente, in ambito multiplayer, sfidando gli attuali leader del settore Battlefield e Unreal Tournament.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Battlefield
 

MegaTexture

Se l'obiettivo, con MegaTexture, era quello di mantenere il dettaglio grafico di DooM 3 anche nei grandi spazi aperti possiamo dire che non è un obiettivo completamente raggiunto. Enemy Territory: Quake Wars non presenta mondi ultra-dettagliati poligonalmente, con interni spesso poco rifiniti ed esterni che non raggiungono il livello qualitativo di altre produzioni, vedi Battlefield 2 o il prossimo Unreal Tournament III. In definitiva, MegaTexture si rivela una mera soluzione di transizione più che un passo in avanti consistente.

Sviluppata da id Software, MegaTexture gestisce un'unica enorme texture, sulla quale sono poi ricavati edifici e altri elementi. Ogni MegaTexture ha una dimensione di 32768 x 32768 pixel (1024 megapixel) e occupa uno spazio di 3 GB nella sua forma compressa. La tecnologia di id Software supporta le modifiche alla mappa generate dal fuoco delle armi e, praticamente, non soffre di clipping (è sempre possibile vedere l'intera mappa). Come è noto, su MegaTexture sarà basata anche la prossima tecnologia grafica di id Software, Tech 5.

Dicevamo che il dettaglio poligonale non è ai livelli del motore di DooM 3. I modelli poligonali dei personaggi presenti nelle battaglie, invece, ricordano da vicino quanto visto nello sparatutto in prima persona di id Software. L'utilizzo di tecniche di normal mapping, di fatto, rende decisamente dettagliati questi modelli, corroborando la sensazione di spettacolarità che comunque pervade ET Quake Wars.

Le animazioni, invece, sono meno fluide di quanto ci si poteva attendere, soprattutto se si tiene in considerazione lo stesso DooM 3. Lo sparatutto multiplayer di Splash Damage è terribilmente rapido e, dunque, non lascia spazio ad animazioni fluide e armoniose. Anche i movimenti dei veicoli, infatti, appaiono decisamente artificiosi: insomma, si è badato soprattutto al gameplay piuttosto che al realismo nei movimenti.

Splash Damage non ha utilizzato soluzioni middleware per la fisica. Piuttosto, si è proceduto ad un adattamento del motore fisico di DooM 3. Dunque, la mappa non risulta modificabile, mentre i personaggi e i veicoli reagiscono al fuoco quasi sempre allo stesso modo. Tutto ciò rende ET Quake Wars un prodotto tecnologicamente poco avanzato, e ci fa un certo effetto dirlo per un titolo realizzato con la supervisione di id Software.

Quanto all'audio, riteniamo che debbano essere concentrate ulteriori attenzioni. I suoni presentano una scarsa varietà e spesso non trasmettono la concitazione della battaglia. Non ci si può lamentare, invece, dell'audio direzionale, il quale si rivela spesso di aiuto anche per individuare la posizione degli avversari. I giocatori di Quake III Arena avranno certamente un brivido allorché sentiranno il medesimo suono che nello sparatutto del 3D contraddistingueva i colpi andati a segno sugli avversari.

 
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