XBox 360: Crackdown anticipa il debutto di Grand Theft Auto

XBox 360: Crackdown anticipa il debutto di Grand Theft Auto

E' ormai imminente il lancio in Italia di Crackdown, action/adventure creato sotto la supervisione dell'autore di Grand Theft Auto e di Lemmings. Stavolta, tuttavia, il giocatore sta dalla parte della polizia. Un altro clone del popolare titolo di Rockstar Games o prodotto realmente innovativo?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Pacific City

Con molto senso dell'ironia, i ragazzi di Realtime Worlds hanno deciso di chiamare Pacific City la città in cui si svolgono le vicende di Crackdown. In realtà, Pacific City è tutto fuorché pacifica, anzi è stata completamente invasa da gruppi malavitosi nelle tre parti che la costituiscono. L'agenzia di polizia è l'unica che tiene un minimo di ordine, anche se ormai le sue forze sono confinate nell'isola centrale della città. La polizia, infatti, difende l'unico baluardo di sua competenza, la fortezza, la quale è comunque costantemente attaccata dalle forze del male.

In tutto questo, il giocatore impersona un agente dotato di abilità speciali. L'obiettivo è di sradicare dalle loro postazioni le forze delle tre gang malavitose, privandole dei centri di controllo dei quali dispongono in tutta Pacific City. Ognuna delle tre gang è costituita da un certo numero di boss e da un capo generale: la missione dell'agente che impersoniamo è di uccidere ciascuno dei boss e di liberare le tre zone di Pacific City dalla presenza dei malviventi.

Il primo distretto da ripulire è quello dei Los Muertos, identificati con il colore giallo. Tutta la prima fase di gioco costituisce in realtà l'introduzione alle caratteristiche di Crackdown, per cui i Los Muertos non hanno caratteristiche sensibilmente differenti da quelle dei nemici di Tommy Vercetti presenti nei vari Grand Theft Auto. Non sono dotati di armi sofisticate e non eccellono nell'interazione con l'ambiente. Caratteristiche che invece sono peculiari delle gang che detengono il controllo degli altri due distretti: Volk (colore rosso) e Shai Gen (colore azzurro).

I Volk rappresentano la classe operaia e la voce del popolo. Il distretto che controllano è quello industriale, mentre i boss si trovano nelle strutture centrali del processo di produzione come raffinerie, piattaforme petrolifere e fabbriche. I Volk attaccano la popolazione civile, tanto che è possibile vedere sulle strade dei conflitti armati non solo contro la polizia ma anche contro gli stessi civili che hanno il coraggio di difendersi. Inoltre, questa gang è dotata di armi potenti e i suoi gregari sono in grado di interagire con gli oggetti: possono scagliare rocce o travi, ad esempio.

I Shai Gen, invece, realizzano un controllo di tipo politico nel loro distretto, difendendo la popolazione che vi abita se attaccata. Combattere in questo distretto diventa decisamente difficoltoso perché occorre sfruttare bene l'ambiente che ci circonda e raggiungere piattaforme alte decine di metri. Per avere la meglio sui Shai Gen bisogna, dunque, potenziare l'agente che si impersona, rendendolo abile nei salti, resistente ai colpi nemici e capace di guidare con disinvoltura i vari veicoli.

In Crackdown, di fatto, abbiamo la possibilità di accedere a tutti i distretti contemporaneamente, ma saremo poco competitivi nel combattimento con i Volk o con i Shai Gen se non potenzieremo adeguatamente il nostro alter ego. Insomma, potremo accelerare i tempi, ma questo comporterà un livello di difficoltà generale maggiormente sostenuto.

Per il resto, Pacific City è simile alle varie Liberty City, Stilwater e compagnia. Rispetto alle sue controparti, tuttavia, risulta più variegata, con edifici evidentemente differenti tra di loro. Non mancano, insomma, discoteche, luna park, centri sportivi, negozi. Inoltre, molti palazzi presentano tante sporgenze, le quali ci saranno di aiuto nelle fasi più avanzate, quando il nostro alter ego sarà in grado di spiccare salti di decine di metri.

In definitiva, Pacific City si presenta in maniera estremamente dettagliata grazie all'utilizzo di un motore grafico in grado di gestire un numero sensibilmente elevato di poligoni. Come vedremo nel dettaglio più avanti, unitamente ad esplosioni, effetti di illuminazione in tempo reale ed effetti in post-processing, ciò rende la grafica di Crackdown decisamente spettacolare. Inoltre, lo stile grafico cartoonesco, quasi in cel-shading, dà un valore aggiunto a questo aspetto del gioco di Realtime Worlds.

Un deficit, invece, riguarda l'impossibilità di accedere all'interno degli edifici stessi, perlomeno nella stragrande maggioranza dei casi. Di fatto, Crackdown non recepisce alcune evoluzioni che giochi come gli ultimi Grand Theft Auto o lo stesso Saints Row hanno introdotto. Ad esempio, non è possibile personalizzare il proprio alter ego o sparare dall'interno della vettura. I ragazzi di Realtime Worlds hanno deciso di assegnare al grilletto destro l'acceleratore e all'altro il freno. A Saints Row, invece, si usava il tasto A per accelerare, dando la possibilità di sparare in qualsiasi momento con il grilletto.

 
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