Infernal: angeli e demoni nelle mani di AGEIA

Infernal: angeli e demoni nelle mani di AGEIA

Sviluppato dal team polacco Metropolis Software, Infernal è un valido sparatutto in terza persona che porta in dote un motore grafico di ultima generazione e il motore fisico AGEIA. Arriva il momento dell'immediatezza anche su PC con un titolo puramente action oriented.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

La storia

Infernal è ambientato in una realtà alternativa dove le forze del male e quelle del bene hanno ingaggiato una guerra senza quartiere e senza alcuna esclusione di colpi. Ci ritroviamo in un contesto fortemente fantascientifico, come testimoniano i tanti elementi hi-tech, molti dei quali influiscono anche sul gameplay. I luoghi in cui ci troveremo a combattere, d'altronde, sono estremamente vari, sia per quanto concerne gli ambienti di gioco sia per la palette di colori impiegata.

Con Infernal si immagina un mondo vittima del conflitto tra il paradiso e l'inferno, i quali sono rappresentati dalle rispettive agenzie di intelligence. Queste sono dotate di propri peculiari poteri e del proprio armamentario tecnologico. Da una parte abbiamo Etherligh, la quale difende gli interessi del paradiso, e dell'altra Abyss, dalla parte dell'inferno. Le due agenzie agiscono, tuttavia, in maniera decisamente speculare, per cui non si tirano indietro da qualsiasi tipo di azione brutale se i propri interessi lo richiedono.

Il giocatore impersona Ryan Lennox, ex-agente di Etherlight. L'agenzia decide di appiedare Lennox e di farlo fuori ad ogni costo, in modo da evitare il suo passaggio ai rivali di Abyss. Tuttavia, le forze del paradiso si accorgono ben presto di aver fatto un tremendo errore, perché Lennox non è certamente un semplice agente. Nella parte introduttiva di Infernal troviamo un Lennox in preda ai timori e alle crisi di coscienza, ma costretto a passare dalla parte di Abyss per tutelare la propria vita.

Comincia così l'avventura infernale di Lennox, in cui Black, il signore oscuro di Abyss, è il punto di riferimento: i cattivi diventano i buoni e i buoni diventano i cattivi. Etherlight, infatti, intende utilizzare un formidabile marchingegno in grado di agire sulle menti delle persone attraverso antenne radio e TV e piegare al proprio volere la volontà della gente. Lo scopo di questo agire? Evitare che le persone cadano in tentazione e si facciano coinvolgere dal male. Il prezzo? Il libero arbitrio.

Il tutto procede attraverso cinque livelli di gioco caratterizzati da precipue ambientazioni, sempre ben distinte tra di loro ed ottimamente ricostruite grazie ad una certosina attenzione per la riproduzione degli ambienti. Infernal è sempre spettacolare da vedere per merito del consistente numero di poligoni impiegato e per una palette di colori interessante, che distingue in maniera efficace i luoghi di pertinenza delle forze del paradiso da quelli in cui comanda il male. Quando c'è luce, insomma, i poteri di Lennox svaniscono progressivamente, quando c'è ombra si irrobustiscono. Questo prioritario elemento del gameplay fa capire come siano importanti, e comunque ben realizzati, gli effetti di luce all'interno del gioco.

Il primo livello è ambientato in un paesaggio innevato, entro il quale Lennox deve cercare l'ingresso per un monastero controllato dalle forze di Etherlight. E' la sezione di Infernal meno divertente, probabilmente a causa della progressiva installazione dei poteri infernali nell'organismo di Lennox. Il secondo livello ci vede combattere all'interno di una fabbrica futuristica ma in decadenza. In seguito, invece, ci ritroveremo in una zona portuale su cui è installata un'acciaieria. Il quarto livello è ambientato su una porta-aerei, mentre nella sequenza finale saremo sul satellite boscoso su cui è installata la base di Etherlight.

Insomma, da questo punto di vista Infernal è su buoni livelli. Certo la storia non è particolarmente originale, ma riesce ad accompagnare degnamente il giocatore in tutte le fasi di gioco. Infernal, pertanto, si lascia giocare dall'inizio alla fine, non mancando di coinvolgere il giocatore man mano che si procede.

 
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