Le bambine terribili di Rule of Rose – intervista ai distributori

Le bambine terribili di Rule of Rose – intervista ai distributori

Intervista esclusiva ai distributori del gioco che ha suscitato tante polemiche e collezionato censure in diversi paesi europei. Rule of Rose merita davvero un trattamento particolare o è vittima di una reazione esagerata? Vince realmente chi seppellisce la bambina?

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Intervista - parte 1

Simona Bassano, marketing manager di Halifax, in Italia c’è chi vorrebbe bloccare l’uscita di Rule of Rose, e suggerisce l’istituzione di un’authority per la vigilanza sui videogiochi. Cosa ne pensi?

Cominciamo a dire che un organismo di controllo esiste già, ed è il PEGI (Pan European Game Information). Il sistema di valutazione che il PEGI applica analizza tutte le componenti dei giochi, quindi sia le parti interattive che le parti di cinematiche, e le valuta secondo diversi criteri. Per esempio, la presenza di scene di violenza o di sesso, i riferimenti alla droga, il turpiloquio, il razzismo e così via. Rule of Rose è stato valutato dal PEGI come titolo adeguato a giocatori dai 16 anni in su.

Quindi presenta comunque scene non adatte a tutti?

Rule of Rose è un gioco horror, su questo non c’è dubbio. Non ha però elementi “splatter”, con scene sanguinose e trucide. Per essere precisi, è un thriller psicologico, un viaggio nella mente della protagonista, Jennifer, che la vedrà impegnata ad affrontare molti dei temi tipici delle paure infantili.

A far nascere la polemica sono state proprio le scene del gioco che coinvolgono delle bambine. Si è detto che “vince chi seppellisce la bambina”…

Non è così. Innanzitutto il concetto di “vincere”, in un gioco come Rule of Rose, è un po’ particolare: non è che si “vince”, semplicemente si completa la storia. E’ come scoprire la trama di un film. Riguardo alle scene “incriminate”, poi, bisogna precisare che tutti i commenti si riferiscono a estrapolazioni delle cinematiche del gioco, in sostanza a un trailer che non ha una vera e propria sequenzialità logica. Questo ha generato qualche confusione: in primis, non c’è nessuna scena, in nessun momento del gioco, in cui alcuna bambina viene sepolta. L’equivoco nasce da una sequenza in cui la protagonista, Jennifer, cade in una bara vuota in seguito allo sconvolgimento dato da un flashback, e la bara viene raccolta e portata in spalla dalle altre bambine, ma non viene assolutamente sepolta, tanto che nel video si vede chiaramente la luce del sole filtrare attraverso il legno della bara.

Secondo i detrattori, Rule of Rose ha anche scene ammiccanti tra i personaggi, tutti femminili e di giovane età.

Non credo che ci sia, in Rule of Rose, la volontà di rappresentare solo il mondo femminile. C’è anche un personaggio maschile, in effetti. Quanto agli “ammiccamenti”, credo sia un’interpretazione forzata di scene che riguardano invece l’affettività tra le protagoniste. Tutto il gioco è permeato da questo elemento importantissimo, quello dell’amicizia profonda e assoluta che si prova da giovanissimi. E’ qui che nasce lo spunto del gioco, la “regola della rosa”, per cui non c’è rosa senza spina e non si può provare amore o affetto senza sacrificare qualcosa: attorno a una faccenda di gelosia, per esempio, c’è un momento di crisi tra Jennifer e la sua migliore amica Wendy.

 
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