Le bambine terribili di Rule of Rose – intervista ai distributori

Le bambine terribili di Rule of Rose – intervista ai distributori

Intervista esclusiva ai distributori del gioco che ha suscitato tante polemiche e collezionato censure in diversi paesi europei. Rule of Rose merita davvero un trattamento particolare o è vittima di una reazione esagerata? Vince realmente chi seppellisce la bambina?

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

La realizzazione

La trama, tuttavia, per quanto buona non è efficace se non è accompagnata da un buon sistema di gioco. Ed è qui che Rule of Rose inciampa clamorosamente. Gli ordini dell’Aristocrazia costringeranno Jennifer (e noi) a vagare da una parte all’altra dei vari luoghi del gioco alla ricerca del tale oggetto: inutile dire che limitandosi a questo, il gameplay diventa ripetitivo in poco tempo, anche perché la libertà d’azione e di movimento è prossima allo zero. Non aiuta il fatto che, a un certo punto del gioco, Jennifer farà la conoscenza anche di Brown, un amichevole cane sottoposto a sua volta alle vessazioni delle bambine diaboliche. Non aiuta, perché l’utilizzo di Brown nel gioco rende ancora più semplice una meccanica già tutt’altro che complessa (grazie al suo fiuto Brown ci aiuterà a trovare gli oggetti necessari a proseguire).

Rule of Rose

In sostanza, Rule of Rose si basa sul togliersi dalle scatole il prima possibile le parti interattive, per godersi le (ottime) sequenze di cinematiche pre-renderizzate, che portano avanti la storia e ci permettono via via di venire a capo del mistero del passato di Jennifer. Un po’ poco, per un videogioco, visto che appunto non parliamo di un film da guardare ma di una forma di media che dovrebbe concentrarsi anche sulla possibilità di azione.

Del resto, come era piuttosto prevedibile, la parte di combattimento è anche inferiore a quella di esplorazione: dopotutto vestiamo i panni di una ragazzina perbene, poco adusa ad ammazzare mostri. Niente arsenale da first person shooter, quindi, ma neanche da Silent Hill – per citare un parente più prossimo. Anzi, anche se la buona Jennifer risulterà giù piuttosto imbranata di suo nell’uso di coltelli e bastoni, c’è da dire che la realizzazione tecnica delle collisioni non aiuta a rendere più piacevoli le poche fasi di combattimento.

Rule of Rose

Sul lato meramente tecnico, la grafica e il sonoro sono generalmente piacevoli. C’è da distinguere tra la grafica delle scene di intermezzo, davvero buona sia anche dal punto di vista delle animazioni, a quella del gioco vero e proprio, che forse è un po’ blanda; in generale, però, il design complessivo riesce a creare quell’atmosfera scricchiolante e onirica che fa dà contorno a tutta la storia. Lo stesso dicasi per il sonoro: adeguato a ogni situazione, e forse poco incisivo nel sottolineare i colpi di scena, ma come per la grafica è un ottimo accompagnamento a tutta la narrazione della storia.

Rule of Rose

Insomma, come giudicare Rule of Rose? La risposta è molto soggettiva. La pecca della linearità del gameplay è certamente un difetto difficilmente trascurabile per qualunque giocatore. C’è anche da dire, però, che in un periodo di stagnazione di idee, in cui troppo spesso i soliti giochi vengono riproposti a catena di montaggio cambiando solo il titolo, fa piacere vedere uno sforzo nel creare una storia tutto sommato piacevole da vivere e da scoprire fino in fondo. Forse Rule of Rose sarebbe stato un bel racconto, o un bel film: come videogioco, gli manca quel quid che lo renda a tutti gli effetti divertente, perché il fatto che le parti interattive siano solo un ostacolo al godersi le cutscenes non depone certamente a favore del titolo.  

 
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