Ritorno alle origini con Neverwinter Nights 2

Ritorno alle origini con Neverwinter Nights 2

Torna il gioco di ruolo rigoroso con il seguito di uno dei prodotti di maggior successo del 2002. Il progetto passa dalle mani di BioWare a quelle di Obsidian Entertainment, ma l'obiettivo principale resta quello di ribadire con rinnovata qualità una struttura di gioco che ha riscosso un enorme successo.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Multiplayer, moduli e toolset

La struttura multiplayer di Neverwinter Nights 2 ricalca da vicino quella del predecessore, se si escludono le rinnovate potenzialità del toolset inserito in questo seguito. Il fatto che questa modalità sia rimasta immutata non deve sorprendere, nella misura in cui si tratta di uno degli elementi meglio riusciti del predecessore e sui quali gli appassionati di vecchia data della serie non accettano delusioni.

Al di là di affrontare con un massimo di quattro amici la campagna single player in una rivisitazione della stessa in chiave co-operativa, questa modalità di Neverwinter Nights 2 è basata sui moduli. Si tratta di interi mondi di gioco creati proprio per essere affrontati con l'ausilio di uno o più amici. I moduli possono essere facilmente realizzati con il toolset fornito in dotazione con il gioco o venire scaricati da internet e quindi aggiunti al proprio client. In realtà si tratta della stessa struttura del gioco single player, in quanto ogni livello è un modulo realizzato dai programmatori con il medesimo toolset messo a disposizione dei giocatori.

Il Player versus Player si può configurare in tre modalità differenti: No PvP, Party PvP e Full PvP. Nel primo caso non sarà possibile infliggere danni agli altri giocatori presenti sul server, nel secondo non si potranno infliggere danni ai giocatori che appartengono al nostro party, mentre nel terzo non ci sono limitazioni. Ovviamente, questo discorso è limitato alle aree dove è possibile il PvP, in quanto in alcune parti della mappa (come i negozi e alcune città) non sarà in alcun caso presente.

In ciascuna delle partite multiplayer vi è un dungeon master: si tratta sostanzialmente del giocatore che ha creato il server di gioco. Questi ha pieno controllo sulla partita e sulle relative impostazioni: può, infatti, decidere il numero massimo di giocatori che possono partecipare, impostare i parametri relativi al PvP, bloccare l'accesso al server con una password.

Passando all'argomento toolset, dobbiamo subito dire che adesso si tratta di uno strumento decisamente più potente e flessibile rispetto alla precedente versione. Tramite questo supporto il giocatore può intervenire su tutti gli elementi del mondo di gioco. Può, ad esempio, stabilire il comportamento e le azioni dei personaggi non giocanti, realizzare mondi sempre nuovi combinando gli oggetti che sono messi a sua disposizione, impostare le dimensioni di ciascuno dei personaggi presenti nel mondo, personalizzare le creature decidendo qualunque elemento del loro equipaggiamento, realizzare le scene cinematografiche di intermezzo, creare nuovi effetti speciali visivi, determinare le discussioni e altro ancora.

Il nuovo toolset è stato definito Electron e segue l'Aurora toolset presente nel primo Neverwinter Nights. E' stato riscritto in C e potenziato specificamente per supportare il multitasking delle varie finestre impiegate. Ogni elemento di gioco, dialoghi compresi, sono importabili dal predecessore. I due toolset prendono nome dai relativi motori grafici dei due Neverwinter Nights.

 
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