Prey: innovazioni e mitologia da Human Head Studios

Prey: innovazioni e mitologia da Human Head Studios

Mancano solamente un paio di settimane al rilascio di Prey, uno dei prodotti videoludici più posticipati in senso assoluto. Aiutati dalla tecnologia che sta alle spalle di DooM 3, i ragazzi di Human Head Studios sono riusciti a creare un titolo comunque valido, soprattutto grazie alla miscela di elementi futuristici e mitologici.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Le innovazioni

La principale novità è quella legata alle forze di gravitazione presenti sulla nave. Sostanzialmente, è possibile agire su di esse con la massima libertà e solamente in relazione a precise porzioni della nave stessa. Ad esempio, sparando su determinati dispositivi, saremo in grado di rendere il muro su cui poggia il dispositivo stesso la base gravitazionale del momento. Su questo i programmatori hanno costruito una serie di enigmi, i quali evidentemente richiedono al giocatore grandi doti di orientamento, oltre che di materia grigia. In altri momenti, tuttavia, la forza di gravità può variare direzione in maniera automatica.

Ci sono altre zone, invece, nelle quali la gravità è orientata in maniera pre-determinata. Si tratta di veri e propri corridoi gravitazionali che sono percorribili dal giocatore e che ne invertono radicalmente la prospettiva. Questi si arrampicano sulle strutture della nave, disegnando folli percorsi che ci costringeranno anche a sparare mentre siamo disposti inversamente rispetto ai nostri bersagli. Il giocatore deve essere, ancora una volta, pronto a capire l'andamento prospettico del momento e agire di conseguenza.

Importante è anche l'introduzione dei teletrasporti. In alcune parti delle mappe, infatti, vedremo dinnanzi a noi una stanza che non combacia con il resto dell'ambientazione: evidentemente, in frangenti come questo, ci troviamo dinnanzi ad un teletrasporto. Entrando al suo interno ci ritroveremo, dunque, in una parte differente della nave, magari estremamente distante rispetto alla collocazione nella quale ci trovavamo un attimo prima. Tutto questo può comportare una sorta di disorientamento nel giocatore che, unitamente alle caratteristiche riguardanti le forze gravitazionali, rappresenta una vera e propria fonte di enigmi.

A questi elementi legati alla natura tecnologica e futuristica di Prey, si contrappongono quelli che invece fanno riferimento alla tradizione mitologica Cherokee. Principalmente, il nostro Tommy non morirà neanche in seguito ad una sparatoria andata per il verso sbagliato. In queste circostanze, sfruttando gli insegnamenti spirituali del nonno, Tommy riuscirà a proiettarsi in una dimensione parallela (una sorta di limbo) nella quale continuerà a lottare e a sparare. Qui dovrà combattere contro degli spiriti in modo da ripristinare la sua salute e il livello di energia spirituale.

Tommy può anche rendersi in forma eterea, entrando così nel cosiddetto "spirit mode". Questa comporterà tutta una serie di vantaggi, visto che Tommy ha così la possibilità di cogliere di soppiatto i nemici e di trafiggerli con il suo arco oppure, cosa ben più importante, di aggirare alcuni ostacoli. Nella forma eterea, infatti, il nostro alter ego potrà attraversare alcuni tipi di pareti e risolvere degli enigmi che prevedono, ad esempio, di aprire la stessa porta che tiene bloccato il nostro corpo.

Nel momento in cui decideremo di non aver più bisogno della forma eterea torneremo nel nostro corpo, il quale potrà trovarsi anche diversi metri indietro rispetto al luogo in cui siamo giunti grazie allo "spirit mode". Ovviamente, sebbene privo della sua anima, il corpo potrà essere attaccato: in questi frangenti saremo automaticamente catapultati all'interno di esso in modo da avere l'opportunità di difenderci. L'utilizzo della forma eterea dipende dalla quantità di energia spirituale che abbiamo collezionato, quindi occorre impiegare quest'ultima con discrezione.

 
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